Pallanuoto Trieste, il direttore sportivo Brazzatti descrive l’umore della squadra: «Pronti per la bella»

Il diesse spiega l’umore della squadra alla vigilia della gara a Brescia decisiva per la finale

TRIESTELa partita è aperta, le carte sul tavolo, scoperte. Pallanuoto Trieste e Brescia esigono la finale scudetto e la resa dei conti è giunta al suo febbricitante epilogo.

L’ultimo ballo di una semifinale già scritta in un racconto thriller che non ha ancora letto nessuno.

Quello che però che già tutti sanno è che non potrà finire male. Prima di tutto perché la sensazione che si respira nei pressi di Passeggio Sant’Andrea è che questa, di tutta la storia, sia solo l’inizio.

E poi perché, qualsiasi risultato rifletta il tabellone tra 32 minuti di pura pallanuoto, la notizia è che ai campioni d’Italia in carica non sono bastate due gare per liquidare Trieste che ai tempi regolamentari di questi play-off ha lo zero vicino alla voce sconfitte.

Mercoledì sera (ore 18.30) bisognerà ricorrere al “passi chi può”, soluzione meno usata del “si salvi chi può” ma non per questo meno efficace. Servirà entusiasmo, fortuna, ritmo, fantasia, sofferenza, freddezza per decifrare e addomesticare una partita dai mille volti, che potrà essere risolta in un soffio.

La squadra griffata Samer & Co. Shipping ha già esplorato le variabili sulle quali Brescia può condurre gli avversari, riuscendo sempre a rimontare, persino da quello 0-7 che avrebbe annegato chiunque in Italia e non solo. Galleggiare però non basta più, perché Bettini e la sua folle pattuglia di alabardati hanno intenzioni straripanti, incontenibili anche per i campioni d’Italia.

A spiegare l’umore della squadra giuliana, è il direttore sportivo Andrea Brazzatti, certo che le smorfie per la sconfitta dai cinque metri sono durate quel segmento di tempo trascorso tra il rigore decisivo di Presciutti e la doccia. «L’arrabbiatura è passata presto – ha garantito il ds – ho visto un clima disteso in tutti questi giorni, ci siamo confrontati ed allenati bene sia in vasca all’aperto che a secco e conviviamo con il fatto che i rigori si sbagliano e si deve andare avanti. Rammarico? E’ normale, ma tendiamo a trasformarlo tutti insieme in energia positiva da tradurre nel gioco di mercoledì».

Il match point della Mompiano si giocherà a viso aperto perché non ci sarà tempo di nascondersi e attendere.

«Non intendiamo lasciarli scappare. Il loro valore tattico è una certezza in eurovisione (i leoni sono arrivati primi nel girone di Champions League e sono in corsa nelle final eight, ndr) e cercheremo di mantenere la scia per lasciare la gara aperta fino all’ultimo gol. Vogliamo ottenere questo pesantissimo risultato che ha un peso enorme per tutti e una pressione che con il passare dei minuti non sarà facile gestire».

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