Triestina calcio, un altro play-off gettato al Rocco

La grande prova del Barbera frustrata dal primo tempo dell’andata. L’importanza di riprogrammare subito e senza equivoci

PALERMO Quella decina di secondi di silenzio nell’incessante sostegno dei trentaduemila rosanero sugli spalti del Barbera dopo il gol di Litteri spiegano meglio di ogni parola quel che è successo giovedì sera a Palermo. Il merito è tutto di Bucchi e della sua squadra che ha comandato la sfida ai piedi del Monte Pellegrino. Il carattere e l’esperienza degli alabardati, assieme a un’accorta gestione tattica, hanno messo in crisi Brunori e compagni che hanno rischiato una clamorosa eliminazione. Sgombrato il campo dalla prestazione dell’Unione che, nonostante il pari finale, resterà nella memoria di quanti l’hanno vissuta (compreso il manipolo di Mule alabardate e supporter della Furlan arrivati con sacrifici in Trinacria), i rimpianti sono rafforzati proprio da questo epilogo. E’ un esercizio inutile perché quel che contava era superare il turno e l’obiettivo fallito è alle spalle ma la riflessione è opportuna per valutare e correggere tanti aspetti di un campionato mediocre.

Il primo dato riguarda l’ultima sfida. La Triestina alla fine ha gettato alle ortiche un passaggio del turno difficilissimo ma non impossibile sbagliando completamente i primi 45’ della prima gara. Quell’uno-due di Floriano e un Palermo padrone del campo per 45’ sono stati decisivi. Perché negli altri due terzi della doppia sfida l’Unione è stata superiore all’avversario. Ma proprio questo aspetto rimarca una costante di questa stagione. Intanto il Rocco, spesso terra di conquista degli avversari, non è stato quel fortino che dovrebbe essere o diventare per una squadra di ambizione. E anche stavolta, non ovviamente ai livelli della sciagurata partita di un anno fa con la Vecomp, la prova sul campo amico ha determinato l’esclusione dalla corsa verso la fase finale dei play-off.

Bucchi ha saputo correggere la deriva originata dalla scelta di non giocare subito a 4 in difesa e con 3 centrocampisti concedendosi la sorpresa di un De Luca centrale d’attacco convincente a metà. Una correzione a posteriori meritevole ma non sufficiente a raddrizzare completamente la situazione. E questo è successo in altre fasi della stagione che ha portato sì a un quinto posto ma figlio di un rendimento balbettante. Gli episodi molto spesso non hanno sorriso alla Triestina ma un paio di rigori non realizzati (a Salò e al Barbera) pesano senza voler tirare la croce su chi li ha battuti (ci sono anche pali e portieri). La catena ininterrotta di infortuni pesanti ha condizionato il cammino alabardato. Invocare sempre il destino, non certo benevolo, non può nascondere le responsabilità sia sull’anagrafe di molti (e quindi sulla scelta del club) ma anche su modalità e tempi di recupero (e quindi sull’operato congiunto di staff medico e tecnico). E poi si è visto soprattutto nei play-off come i giocatori in campo potessero sempre garantire in ogni partita un rendimento decisamente superiore a quanto fatto.

La squadra è rientrata ieri sera e adesso, dopo un paio di giorni di pausa, i ragazzi nonostante gli allenamenti di rito penseranno alle vacanze. Mauro Milanese invece può e deve mettersi al lavoro da subito per programmare. Alcuni obiettivi minimi dichiarati a settembre sono stati raggiunti (quinto posto risicato e play-off dignitosi), altri come il dimezzamento di distacco dalle prime assolutamente no. Il ragionamento sul budget con Biasin, il confronto con Bucchi e lo staff (inseriti finora in un progetto biennale), l’analisi sui tanti giocatori che possono partire e sui pochi che dovrebbero restare, il rapporto e le azioni verso i tifosi ritrovati nelle ultime gare, vanno fatti con i tempi che servono ma senza tergiversare.

Sarebbe un primo passo importante rispetto allo stand-by di un anno fa. Davanti ci sono due mesi per ripartire con le idee chiare e senza equivoci.

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