Contenuto riservato agli abbonati

Pochi tifosi sugli spalti del Rocco. La “riapertura” non ha funzionato

TRIESTE. Poco più di 500 spettatori per le partite dell’Unione contro la Feralpi e il Trento, 423 nell’ultima gara con la Pro Patria. Questi sono i numeri della curva Furlan a fronte di poco più di 1.200 spettatori di media registrati al Rocco da quando la società ha deciso di aprire anche il settore legittimamente più caro al cuore del tifo alabardato. Un cuore che finora non si è mai scaldato nonostante l’impegno di quei tifosi che in Furlan e negli altri settori hanno avuto il merito di esserci.

Sì perché l’atto di apertura e generosità della società alabardata nel garantire l’accesso a tutti i settori, con costi tutt’altro che trascurabili, ha avuto l’effetto di raccogliere soltanto un applauso da parte dei supporter. Per contro, sul piano numerico (con circa 400 tifosi in più rispetto alle prime partite), l’operazione ha avuto un effetto fallimentare o poco più. Trieste in questa fase della pandemia segue sì il trend degli altri ma si distingue per un distacco dallo sport live che è tutto autoctono. Sta succedendo al Rocco così come all’Allianz Dome (anche se le proporzioni sono diverse).

E dalla prossima partita, oltre alla zona gialla, si potrà accedere all’impianto solo con il Super green pass (quindi è bandito quello ottenuto con il tampone 48 ore prima) ed è prevedibile che si tratti di un ulteriore disincentivo alla presenza.

Se la società decidesse di aprire un solo settore anziché un intero stadio con oltre vetimila posti disponibili non le si potrà dare torto. Con tutta la comprensione per le ragioni e la passione dei tifosi rossoalabardati che in questo mese hanno risposto all’appello sostenendo anche una squadra dai risultati non brillanti ma neppure da buttare. Altre piazze importanti di C, dal Cesena al Padova, hanno perso pezzi importanti della loro tifoseria ma lentamente si vedono timidi segnali di ripresa. A Trieste questo non sta avvenendo. E visto che uno degli asset dell’Unione è sempre stato il suo pubblico nessun triestino venga un giorno a piangere se i destini della squadra cittadina (nessuno se lo augura) dovessero risprofondare nel fango dal quale si è comunque rialzata cinque anni or sono.

Video del giorno

Sci paralimpico, Mondiali: Martina Vozza in azione assieme alla guida Ylenia Sabidussi

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi