Contenuto riservato agli abbonati

La Triestina in casa soffre di un deficit di qualità nel gioco

Alcune assenze ma anche una serie di scelte di Bucchi sui giocatori impiegati non consentono di aggredire le squadre più chiuse. Le prime quattro se ne vanno

TRIESTE. Tre pareggi di fila al Rocco hanno tagliato le gambe alle velleità di risalita della Triestina. L’Unione in queste sfide ha perso almeno quattro punti e il distacco dalla quarta (8 punti) è un abisso.

Tre partite con genesi diverse. Contro la Feralpi poteva essere una vittoria tanto meritata quanto è stata gettata (nel recupero in superiorità numerica), con il Trento è stato raccolto meno del seminato e infine quella di domenica con la Pro Patria che invece lascia spazio a poche recriminazioni. Tre indizi fanno quasi una prova di un malessere acclarato.

La Triestina ci mette impegno e carattere. Non solo, ma anche sul piano tecnico-tattico la costruzione orchestrata da Bucchi funziona quando non c’è da fare la partita. Poi la giornata porta a un pressing più efficace o meno sull’avversario o alla costruzione di un maggior numero o meno di occasioni da rete. Questo si è visto in trasferta nell’ultimo mese e mezzo contro squadre meno attrezzate ma anche nella ripresa di Meda con il Renate. I risultati sono evidenti e sono degli obiettivi raggiunti da Bucchi.

Al Rocco invece alla squadra manca la forza per schiacciare l’avversario e concludere nello specchio della porta tanto quanto servirebbe per segnare un paio di reti. O almeno per passare in vantaggio nella prima parte del match. Sì perché tale è il bottino necessario per una squadra che ha una difesa tutt’altro che impermeabile.

«Cosa è mancato? Diverse cose, non mi nascondo e noi dobbiamo dare qualcosa in più da un punto di vista emotivo, caratteriale, tecnico e di qualità. Siamo sempre lì pronti a fare il salto e quando è il momento ci fermiamo» ha detto il tecnico Bucchi con l’onestà intellettuale che lo contraddistingue. Già ma il problema resta.

C’è qualche aspetto che si può correggere nell’atteggiamento tecnico per rimediare a questo deficit?

Qualche limite strutturale legato anche agli infortuni esiste e il mercato di gennaio potrebbe essere utile (un centrale o un trequartista). La sensazione tuttavia è che per necessità o per scelta al Rocco non si è mai vista in campo tutta la qualità tecnica a disposizione anche attualmente. Parliamo di qualità tecnica perché anche l’applicazione e l’efficacia di tanti giocatori (Giorico, Crimi, Iotti, Gomez, Rapisarda) hanno un valore fondamentale.

Nella gara con la Pro Patria mancava Negro (il difensore tecnicamente più raffinato), è uscito Galazzi, non c’era De Luca (infortunato). Non è un fatto da trascurare. Eppure il tecnico non ha dato spazio a Giorno che è un verticalizzatore, ha fatto giocare poco Procaccio, ha lasciato in panchina Paulinho e ha scelto di utilizzare non da subito Litteri. Accantonando il discorso di Di Massimo, tecnicamente indiscutibile ma accantonato per “incompatibilità ambientale”, l’unico innesto di qualità è stato Sarno che però da anni non gioca più alle spalle delle punte. E le sue difficoltà si sono viste nonostante l’impegno e qualche buona giocata.

Il tecnico, assieme al suo staff, vede e lavora con i giocatori ogni giorno e sa meglio di tutti quali siano le condizioni psico-fisiche dei suoi e quali siano le necessità per mantenere l’equilibrio nel gruppo in campo e fuori. Ma un dubbio è legittimo sul fatto che, almeno al Rocco su un campo ampio e dalla superficie perfetta, alcuni innesti di qualità possano essere testati. Anche perché gli avversari, lo sappiamo da anni, quando vengono a Trieste si coprono bene e lasciano pochi spazi.

E pochi sono ormai gli spazi che restano anche alla Triestina per dare un senso alla sua stagione. I margini sono pochi ma ci sono, nonostante il torneo sia quasi al giro di boa. I tanti punti di distacco dal terzo e quarto posto, l’assenza per un paio di mesi di Galazzi il migliore finora, l’incapacità di accendere il Rocco sono elementi pesanti che tuttavia non possono e non devono condizionare le prospettive immediate e di medio termine. Questo è l’ostacolo da affrontare e superare e, come è successo in questi giorni che hanno reso indelebile il ricordo di Billy, bisogna farlo tutti assieme,

Video del giorno

Trieste, la passeggiata cinematografica è a Melara

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi