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Tatuaggi nazisti sul ring, l’Ufficio nazionale discriminazioni antirazziali chiede di radiare il pugile triestino Broili: «Via dalla boxe»

L’Ufficio nazionale discriminazioni antirazziali ha richiesto l’espulsione del triestino “da qualsiasi competizione sportiva”

TRIESTE «Vedere tatuaggi con simboli ed evocazioni naziste in mostra sul corpo di un atleta durante un match ufficiale di boxe è una vergogna inaccettabile: si tratta di un gesto di una gravità assoluta che ci riporta in uno dei periodi più tragici e disumani della nostra storia, che non può e non deve restare impunito».

Queste le parole di Triantafillos Loukarelis, direttore dell’Unar-Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento pari opportunità, commentando quanto accaduto al PalaChiarbola durante la gara di pugilato valida per il titolo italiano dei pesi Superpiuma, disputata sabato 18 settembre tra il triestino Michele Broili e l’italomarocchino Hassan Nourdine.

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