Società perplesse: «Ok al vaccino, ma almeno il 50% rischia lo stop»

Sergio Cumbat (Azzurra)

TRIESTE

I due protocolli emanati nel giro di pochi giorni dalla Fip Nazionale hanno stimolato il dibattito tra coloro che gestiscono la vita di una associazione sportiva. L'ottima notizia riguarda il minibasket, risparmiato dalla severità dei protocolli. Per tutte le bimbe e i bimbi di età inferiore ai 12 anni, è previsto solamente un tampone molecolare o antigenico rapido 48 ore prima dell’inizio dell'attività stagionale. Solo per istruttori e staff con età superiore ai 12 anni vengono applicati i criteri valevoli per le categorie giovanili e senior in cui ai soggetti esposti è fatto obbligo di eseguire un tampone ogni 48 ore. A confermarlo il referente dell'attività minibasket Franco Cumbat: "Fino a 12 anni non è necessario nulla, solo il Green Pass per tecnici e dirigenti". La situazione potrebbe cambiare solo nel caso la Regione cambiasse colore. Cumbat, storico dirigente e direttore sportivo di Azzurra Team, riflette sul futuro. «Il Green Pass è assolutamente il benvenuto e spero lo abbiano tutti, è l'unica soluzione per uscirne. Inizialmente ci sarà inevitabilmente qualche problema, a livello di sondaggi saremo al 50-60% dei ragazzi in possesso di Green Pass ma confido lo facciano anche gli altri, in alternativa c'è il tampone per chi vorrà giocare. Soluzioni diverse non ne vedo, chi vorrà fare sport dovrà adeguarsi. Spero siano risolti anche i problemi per i soggetti impossibilitati a vaccinarsi».


Roberto Ciriello della Servolana, società con squadra senior in C Silver, e fiorenti settori giovanili e minibasket, ragiona sulla situazione: «Vanno fatti discorsi distinti tra senior, giovanili e minibasket. La C è la parte più semplice in sostanza, hai a che fare con ragazzi grandi che ragionano senza interlocutori. Noi fortunatamente abbiamo conformità di pensiero sul vaccino, la squadra ha quasi tutta il Green Pass tra vaccinati e guariti. C'è un po' di fastidio per aver fatto un raduno raccontando alcune cose ai ragazzi e aver dovuto comunicarne altre poche ore dopo. Sulle giovanili si apre un putiferio, saremo un po' tutte le società al 50%-50% tra possessori di Green Pass e no, un disastro per tutte le società. Ma alternative non ce ne sono, e sono assolutamente favorevole al vaccino per farci tornare alla normalità. Sono al tempo stesso genitore di due bimbe di 10 e 12 anni, se domani mi obbligarselo a fare loro il vaccino, lo farei, ma penso mi sarebbe concesso di essere un po' preoccupato. Il Green Pass sarà comunque fondamentale per il basket come altri aspetti della vita». —



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