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Francesca Genzo resta fuori dalle semifinali del K1 500 di canoa sprint

Francesca Genzo

Dopo l'entusiasmante 7° posto nella finale olimpica del K1 200 metri, si conclude con un 6° posto in batteria ed un 5° nel quarto di finale l'avventura olimpica della canoista triestina Francesca Genzo sul Sea Forest Wateway di Tokio. Due gare che avevano lo scopo di mantenere desto lo spirito agonistico dell'atleta delle Fiamme Azzurre che non si era mai confrontata a livello internazionale in questi anni, sui 500 metri. Ma altro motivo forse più importante, l'avvicinamento ad una distanza diversa, visto che da Parigi 2024, sparirà lo sprint puro, il K1 200 metri sia maschile che femminile, a favore dell'extreme slalom, specialità delle acque mosse. Una distanza ed una preparazione diversa quella sui 500 metri, ed un periodo di tempo di 2 anni (sarà il 2023), per raggiungere il primo utile alle qualificazioni olimpiche per i Giochi Francesi. Saranno quindi favorite le atlete già esperte sulla distanza del mezzo chilometro, ma la Genzo ha raggiunto una maturità internazionale tale che oramai nulla le è precluso, considerando che in regione è nata anche un'altra stella, quella della gradese Irene Bellan più volte medagliata in questi anni ad Europei e Mondiali junior e under 23, e del suo tecnico, Andrea Tessarin, uomo dalla grande esperienza internazionale, che potrebbero far coppia tecnica e di atlete, per un K2 500 metri di altissimo livello, con Genzo e coach Cutazzo. Un Progetto Parigi 2024, con le due atlete attualmente più forti in Italia, su un asse Trieste-Grado, che porterebbe in regione ancora una volta la canoa quella che conta, ma soprattutto un'iniziativa con un obiettivo a lungo raggio, che sarebbe la vera grande innovazione in uno sport che in Italia ha bisogno di guardare e di programmare il futuro a 5 Cerchi. 

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