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Triestina calcio, De Luca la zanzara si racconta: dal primo gol al Rocco all’azzurro Under 21

Giuseppe De Luca è reduce da due stagioni in B con l’Entella

Parla l’attaccante della Triestina che ritrova dopo dieci stagioni Milanese I propositi e i ricordi delle partite giocate con Immobile, Verratti e Insigne

TRIESTE Lo stadio Rocco evidentemente era nel suo destino: a Trieste infatti, nel marzo 2012, con la maglia del Varese (con Milanese ds e Sannino in panchina) Giuseppe De Luca segnò il suo primo gol da professionista. All’epoca, giusto per gradire, giocava in quella nazionale under 21 che annoverava anche Insigne, Immobile e Verratti, freschi campioni d’Europa. Adesso De Luca. a 29 anni, indosserà la maglia alabardata e lo stadio Rocco sarò quello di casa.

De Luca, come mai alla Triestina?

«Intanto ritrovo Milanese con cui avevo già lavorato dieci anni fa a Varese, quando arrivammo anche alla finale play-off di B: le strade poi si sono divise, ora ci ritroviamo, ho scelto di fare questo passo perché la società ha un progetto importante».

Non le pesa scendere in serie C dopo una carriera fra A e B?

«Assolutamente no, mi piacciono queste sfide e le situazioni in cui c’è da rimettersi in gioco. È un po’ come è stata la mia carriera finora. E poi qui c’è un allenatore come Bucchi che mi piace, con le sue parole mi ha caricato ulteriormente per fare questa scelta».

E poi c’è già qualcosa che la lega a Trieste, vero?

«Sì, il mio primo gol da professionista lo feci col Varese proprio contro la Triestina, allo stadio Rocco: io venivo dalla Primavera, negli alabardati che poi quell’anno retrocessero mi ricordo Godeas e Miramontes».

Quando è nato il soprannome “La zanzara”?

«Già da quando giocavo nei piccoli, dall’allenatore Bonetti, e poi me lo sono portato dietro. Anche Sannino mi chiamava cosi, perché in pratica correvo dietro a tutti e in campo davo sempre fastidio. E anche fuori: con i miei scherzi rompevo un po’ le palle a tutti».

Dopo quella partenza di carriera sprint fra serie A e nazionali, c’è un po’ di rammarico per quanto avvenuto dopo?

«Sicuramente alcune scelte in certe situazioni le cambierei, quello si, ma non voglio parlare di rammarico, ormai sono cose del passato e poi mi sono preso anche tante soddisfazioni: ho fatto gol in serie A, ho giocato nelle nazionali giovanili con gente che ha appena vinto l’Europeo. Di quello che ho fatto sono contento, non sono stato magari aiutato in alcune scelte, ma ho appena 29 anni, ho ancora tanto da dimostrare e da dare, e il mio obiettivo è prendermi soddisfazioni con la Triestina».

La breve esperienza in Romania del 2018?

«Come giocatore la più brutta della mia vita, mi sono sentito un pesce fuor d’acqua, sono stato trattato in modo inspiegabile, mi hanno voluto tanto e poi mi hanno fatto fuori, una roba squallida. Poi ero sei mesi da solo, ho sofferto, non capivo bene la lingua. Però a livello mentale e lavorativo mi ha aiutato per darmi forza e crescere. Infatti quando sono tornato in Italia sono cambiato a livello lavorativo».

In C finora ha giocato solo qualche mese con l’Entella, ma è arrivata una promozione...

«Dopo il prestito in Romania, sono rientrato all’Entella e dovevo andare all’Ascoli in B: tutto già fatto, ma il segretario dell’Entella ha fatto uno sbaglio con i documenti e sono rimasto lì. Un’altra brutta botta dopo quello che avevo passato. Ma devo ringraziare mister Boscaglia e i compagni di squadra che mi hanno riaccolto bene».

Cosa ha trovato alla Triestina in questi giorni?

«Un gruppo importante, gente di esperienza che sa come si vincono i campionati. Ma credo che il segreto per raggiungere l’obiettivo è di ragionare partita dopo partita, se pensi troppo in là si rischia un buco nell’acqua. Perché non è mai facile vincere e nessuna partita è scontata»

Nell’attuale modulo di Bucchi, il 4-2-3-1, può giocare in pratica in tutti i quattro ruoli offensivi?

«Sì, quei ruoli li ho fatti tutti, non ho nessun tipo di problema. La mia preferenza comunque è giocare dietro la punta, oppure da esterno sinistro per rientrare col destro. Davanti siamo molti attaccanti forti e validi, concorrenza c’è per tutti ed è meglio così».

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