La triestina Macrì sull’argento di Ferrari: «La mia amica Vany, azzurre insieme per 10 anni»

L’ex ginnasta ha trepidato per la prova olimpica. «Le ho scritto che mi ha fatto piangere, le voglio bene». Gli allenamenti all’Artistica ’81

TRIESTE «Ho seguito la finale con il cuore in gola, emozionatissima, e non l’ho mai vista così in forma, serena e tranquilla. Ha dato il massimo, è dalle Olimpiadi di Londra che aspettava questo risultato, finalmente arrivato. Se lo merita, è stata fantastica».

Così l’ex ginnastica triestina Federica Macrì, commenta l’argento di Vanessa Ferrari alle Olimpiadi di Tokyo al corpo libero. Insieme hanno vestito per dieci anni la maglia azzurra, tra appuntamenti sportivi in tutto il mondo, «dal 2003 al 2013, siamo cresciute insieme ed è stato un percorso meraviglioso - racconta Macrì - siamo rimaste amiche, ci scriviamo, ci sentiamo sempre, appena finito l’esercizio le ho mandato subito un messaggio “mi hai fatto piangere, ti voglio bene”».


E la campionessa ha risposto esprimendo tutta la gioia per l’ambito traguardo. «Felicissima - prosegue Macrì - una medaglia importante anche perché arriva dopo infortuni, operazioni e anche dopo il Covid. Non ha mai mollato, con una lunga carriera di successi. Il più emozionante per me è stata la sua vittoria mondiale, ero lì anch’io, un ricordo indelebile. Ancora adesso il suo numero è memorizzato nel mio cellulare con “Vany, campionessa del mondo”. Insieme poi eravamo anche a Pechino 2008. Ma al di là dei riconoscimenti ci sono tanti anni passati insieme, tra aneddoti e divertimenti, in collegiali, allenamenti e competizioni».

La stessa Ferrari ha inviato anche un video messaggio alla Macrì quando quest’ultima, qualche anno fa, ha detto addio alla disciplina, «ma guardando proprio le Olimpiadi alla televisione - aggiunge la ginnasta triestina - mi viene quasi voglia di ricominciare».

GLI ALLENAMENTI E Vanessa Ferrari spesso in passato si è anche allenata a Trieste, nella palestra dell’Artistica ’81, dove ieri i tecnici Diego Pecar e Teresa Macrì, anche loro presenti a Pechino nel 2008 e per anni insieme al resto del team azzurro, hanno atteso con trepidazione l’esercizio della ginnasta. Raccontano ancora emozionati: «Ci siamo fermati e abbiamo acceso il maxi schermo. E alla fine siamo esplosi dalla felicità. Siamo super contenti, non era facile, una finale molto equilibrata e per questo tanto impegnativa, e lei è stata bravissima. Se lo merita Vanessa, ma anche il gruppo e tutto il movimento, senza dimenticare che è un risultato storico per la ginnastica».

Nelle scorse settimane proprio Pecar e Macrì hanno seguito nella palestra dell’Artistica ’81 quelle che possono essere le...Ferrari di domani, una selezione delle più promettenti ginnaste a livello nazionale. Giovanissime che adesso più che mai hanno un modello di riferimento.

Anche per Federica Macrì il secondo posto ha contribuito a garantire una maggior attenzione al settore, «Vanessa ha fatto sognare tutta l’Italia - dice ancora - ho sentito tante ragazze del mondo della ginnastica, eravamo tutti attaccati davanti al televisore, tifando per lei. Credo che questo risultato abbia dato una spinta notevole a tutta la disciplina. È l’emblema della grinta, una persona che crede fino in fondo in ciò che fa, inseguendo i suoi obiettivi con tenacia. Questa conquistata da Vany a Tokyo è una medaglia d’argento - conclude - ma che vale oro». —


 

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