Martinez, dal Real alla Triestina: «Sono venuto qui per giocare»

Lo spagnolo cresciuto nella cantera dei Blancos è reduce dall’esperienza a Catania. «Mi ha convinto il progetto alabardato. Offredi è forte, c’è una sana concorrenza»

TRIESTE «Sono venuto a Trieste per giocare». Miguel Angel Martinez sa che sarà dura, sa che Offredi ha tante qualità e che il posto dovrà conquistarselo, come ogni portiere che arriva in una squadra dove da qualche anno c’è un titolare fisso. Ma la caparbietà, la decisione e la forza di carattere del portiere spagnolo classe 1995, cresciuto nella cantera del Real Madrid, trasuda già dalle sue parole.

Martinez, aveva richieste anche dalla serie B, come mai ha scelto la Triestina?

«C’erano altre opzioni in categorie maggiori vista la mia stagione scorsa, però il progetto Triestina è molto ambizioso e accattivante, lo ritengo più importante per il mio futuro che andare in serie superiori: e poi questa non è una piazza di serie C e ha dimostrato con i fatti di volermi tanto».

Che esperienza è stata crescere nella cantera del Real Madrid?

«Sono entrato a 14 anni e ci sono stato per cinque stagioni: è stata un’esperienza incredibile, lì si lavora in modo speciale per creare talenti e i migliori calciatori al mondo, dal futuro molto importante. Mi ha fatto crescere tanto».

Come è nato poi il trasferimento in Italia?

«Nell’ultimo anno del settore giovanile ho subito un infortunio importante con due interventi al ginocchio che mi hanno tenuto fuori dai campi per un anno e tre mesi. Sono andato in prestito al Getafe, poi in Inghilterra con la Nike Academy ed è arrivata la chiamata del Catania che mi permetteva di rimettermi in gioco».

All’inizio però è stata dura...

«I primi due anni ho avuto poco spazio, avevo davanti Pisseri nei migliori anni della sua carriera. Allora ho deciso di cambiare aria e tornare in Spagna per giocare nel San Agustin. Mi è servito tanto, quando sono rientrato a Catania ho trovato un allenatore che mi ha dato tante opportunità come Lucarelli, con lavoro e sacrificio sono diventato titolare nelle ultime partite».

E poi la scorsa stagione la consacrazione: peccato per il covid vero?

«Si, stavo facendo un grande campionato con tanti interventi decisivi, poi il covid mi ha fatto perdere una decina di partite e in seguito ho avuto problemi di stomaco. Poi nel finale di stagione mister Baldini mi ha rimesso in campo. Una stagione sofferta e livello mentale, ma mi ha aiutato tanto a crescere».

Di lei a Catania si è detto un gran bene: come mai allora è finita?

«Hanno pensato a rinnovare il contratto e anche l’allenatore mi voleva, ma l’intoppo è stato che hanno deciso di avere un budget molto piccolo per i portieri. Io dovevo fare la mia strada e pensare al mio futuro, e la Triestina mi dà questa opportunità».

Come si descrive come portiere?

«Sono uno molto reattivo, riesco ad aiutare la squadra con uscite alte dietro la difesa, da spagnolo con i piedi me la cavo bene per poter fare bene anche il gioco da dietro. Sicuramente sono uno molto ambizioso, che voglio sempre di più a costo di fare tanti sacrifici».

Qui trova un Offredi che è titolare da tre anni: ci sarà competizione?

«Offredi è un portiere importantissimo per la serie C, lavora come un grande professionista. Io sono venuto qua per giocarmi le mie carte, perché la mia intenzione è quella di giocare, sono venuto qua per questo. Sarà una lotta pulita, sempre nel massimo rispetto fra di noi».

Il suo obiettivo?

«L’ho detto, sono assolutamente venuto per giocare e farmi valere: noi daremo all’allenatore tutti gli strumenti per giudicare, poi ovviamente sarà il mister a decidere».

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