I selfie con lo “Special One”, il nervosismo del baby Zaniolo, il pubblico che riassapora il tifo

È mancato lo spettacolo in campo, ma sulle tribune, nonostante gli ingressi contingentati, si è riassaporato il ritorno alla normalità

TRIESTE. Ora la Roma versione “Special One” non è più un tabù. L’oggetto misterioso della prossima serie A ha calato i veli, pubblicamente, dopo due incontri a porte chiuse.

Lo ha fatto in una calda serata triestina, contro un avversario che milita due categorie sotto, in una cornice ancora mutilata dalle disposizioni anti-Covid. Un pubblico comunque attento e appassionato che ha potuto riprendersi molto timidamente gli spazi del “Nereo Rocco” tra la curva Furlan e la tribuna Pasinati dopo un digiuno lunghissimo, spezzato solo dalla parentesi rosa dell’Unione femminile.

Nonostante l’assenza sugli spalti del pubblico delle grandi occasioni, l’attesa mediatica creatasi attorno a questa amichevole era tanta. Anche a Trieste, dove i tifosi romanisti hanno accolto festanti l’arrivo dei propri beniamini con tanto di selfie. L’uomo più ricercato, ovvio, era lui: il mago di Setúbal. Aveva lasciato l’Italia trionfalmente strappando i cuori dei tifosi interisti, con quel triplete che per un decennio è stato il cavallo di Troia dei neroazzurri nelle dispute con i tifosi juventini, prima che qualche mese fa ci pensasse Antonio da Lecce.

Mou torna nella capitale, dopo nove anni trascorsi nell’uggiosa Inghilterra: Londra e Manchester sono soltanto un ricordo. Ma per godersi il sole romano, almeno a quanto visto nel calcio estivo del “Rocco”, c’è ancora parecchio lavoro da fare.

La squadra è partita per Trieste senza Rui Patricio, giunto a Trigoria da soli due giorni, Veretout – che sta recuperando dall’infortunio – e Calafiori, bloccato per un problema alla caviglia. Dopo le prove vittoriose contro Montecatini (serie D, 10-0) e Ternana (B, 2-0), ci si poteva aspettare una Roma più rodata. Così non è stato. Durante il match Mourinho si è alzato un paio di volte dalla panchina, senza nemmeno troppo pathos: avrà tempo per dare spettacolo.

L’altro protagonista molto atteso era Nicolò Zaniolo. Talento fragile, tormentato tanto dalle gambe quanto dal gossip. Al “Rocco” il 22enne toscano ha dimostrato di essere in progressivo recupero dopo il secondo infortunio ai legamenti patito nel settembre dello scorso anno. Peccato però per quella reazione dopo il fallo subito da Lopez: il ragazzo dovrà pur tornare ad abituarsi a ricevere qualche botta... Alla nazionale azzurra – parlano i risultati – sul gioco possiamo sederci e discuterne – l’assenza di Zaniolo agli Europei non ha pesato. In ottica Qatar 2022, però, il buon Mancini non potrà non tenere conto di questo ragazzo che vorrebbe essere chiamato in causa per le sue qualità di calciatore e non per la sua vita privata.

Se la Roma è un cantiere aperto, per la Triestina il test di lusso con i Mou boys è stato più che positivo. Al suo battesimo assoluto sulla panchina della Triestina Cristian Bucchi, pupillo-amico dell’amministratore unico Mauro Milanese, si è sgolato non poco per dare inizia a plasmare la sua nuova creatura. Una creatura che non ha affatto sfigurato.

Nel primo tempo (piuttosto soporifero) il miglior protagonista è stato Daniele Offredi, messosi in luce con due grandi parate. Nella ripresa il match si è sbloccato con il tap-in di Zalewski. Poi di nuovo tanta noia. Gli unici sussulti? La Curva Furlan che lancia il grido “Lazio, Lazio” e un fumogeno acceso dai supporter capitolini.

Spettacolo scarno a parte, rimane la soddisfazione di aver visto il “Rocco” ospitare un nome di blasone come la Roma, squadra che a Trieste non si vedeva da ben 15 anni. Correva l’8 novembre 2006, match di andata degli ottavi di Coppa Italia. I rossoalabardati di Agostinelli allora lottarono eroicamente contro i giallorossi di Spalletti che alla fine si imposero per 2-1 con la doppietta dell’aeroplanino Montella. Quella sì che era una Roma spettacolare. Chissà come sarà quella dello Special One.

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