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Milanese: «Lavoro per una Triestina da play-off»

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«L’approvazione della riforma è decisiva ma comunque ci sono due piani. In ritiro anche i giovani Dubaz e Natalucci»

TRIESTE A oltre un mese di distanza dalla prematura chiusura della stagione è abbastanza naturale che coloro ai quali sta a cuore la Triestina si chiedano il perché non sia ancora arrivata l’investitura della guida tecnica per la prossima stagione così come non ci siano rumors sul mercato. Da quando gestisce l’Unione Mauro Milanese non ha mai avuto troppo fretta nè a blindare gli allenatori e ancor meno ad assicurarsi giocatori. In questa occasione poi, con due tecnici sotto contratto, dei quali Pillon ufficialmente in sella e voglioso di ritentare l’esperienza, sarebbe atipica un’improvvisa fretta. Così sulla questione allenatore l’amministratore unico alabardato continua a prendere tempo. «L’allenatore deve credere nel progetto come tutti» dice.

Milanese, come si sta preparando la società per la nuova stagione?

«Io sto lavorando - dice Milanese -. Valuto le segnalazioni che mi sono pervenute dalla nostra rete di collaboratori dedicati allo scouting. Poi stiamo completando i documenti per l’iscrizione il cui termine scade il 28. Abbiamo sistemato il ritiro a Ravascletto dove ci siamo già trovati benissimo e stiamo organizzando le prime amichevoli. Ho anche analizzato con attenzione la situazione i giocatori in scadenza e quelli sotto contratto. E poi il mercato, come ho sempre ribadito, parte l’1 luglio e si conclude a fine agosto».

Insomma si lavora sulla base dalla quale ripartire.

«C’è un patrimonio giocatori che ho il compito di valorizzare. E questo a prescindere dall’allenatore perché prima di tutto viene la Triestina. Possiamo fare gli esempi di Gomez, Procaccio e Paulinho tanto per fare dei nomi tra quelli con noi da un paio d’anni. Ma rientrano anche dei prestiti tra i quali Dubaz e Natalucci che hanno fatto molto bene. Voglio che vengano valutati in ritiro e penso che meritino una chance di giocare quando i più esperti hanno bisogno di rifiatare. E questo dipende anche dall’allenatore».

Quanto incide l’incertezza sulle riforme sugli investimenti in prospettiva del presidente Biasin?

«Io penso che la determinazione di Gravina sia molto forte. È da oltre un anno che sollecito assieme ad altri l’esigenza di creare una terza serie nazionale. Però non è facile trasmettere tutto questo a Biasin che vive in Australia e opera in un ambiente anglossassone quando poi negli ultimi anni le regole sono state cambiate in corsa».

Quindi gli obiettivi stagionali sono determinati anche dalla partenza della riforma.

«Piano A: se va in porto la riforma allora, partendo da una base buona esistente, puntiamo al quinto posto per entrare nel lotto dei club che salgono in C Elite nella prossima stagione con una buona griglia per i play-off. Altrimenti l’obiettivo saranno i play-off magari con una squadra più giovane. La B non la prometto anche perché non l’hanno raggiunta nemmeno club con budget superiori a quello che noi avevamo a disposizione. Poi non si sa mai cosa succede sul campo»

Tra gli obiettivi di mercato c’è anche una linea sui giovani?

«Ho sempre preso giocatori utili a migliorare la squadra e compatibili con il nostro budget senza guardare l’età. Sto monitorando tuttavia alcuni giocatori sui 25-26 anni che potrebbero diventare di prospettiva».

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