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Triestina calcio, Milanese verso l’ora delle scelte: “Partiamo da una buona base”

TRIESTE È passato un mese dall’eliminazione choc con la Virtus Verona. Un epilogo che ha scatenato le critiche anche forti dei tifosi. E finora non sono arrivate le scelte sul piano della programmazione sportiva che l’ambiente attende.

In questi 30 giorni di decantazione tuttavia Mauro Milanese ha finalmente messo nero su bianco l’avvio dei lavori per la Casa della Triestina e ha incassato l’impegno del presidente Mario Biasin a continuare ad investire. Sullo sfondo c’è un terzo fatto che l’au dell’Unione aspettava: la visita di Gravina che, oltre a conferirgli un incarico in Federazione, ha comunicato intenzioni piuttosto chiare sulla riforma dei campionati e in particolare della C.

La prossima stagione partirà già con il compito di costruire una prima griglia per la B2, C1 o Elite? Non è scontato ma è possibile. Da questo la proroga al 31 luglio ottenuta da Gravina in Consiglio per la presentazione del progetto.

Il progetto tecnico per la prossima stagione dell’Unione è ancora in stand by. Anche perché, assicura Milanese, la definizione del budgetcon Biasin ancora non c’è stato e il momento arriverà nei prossimi giorni. «Ho preferito aspettare - dice Milanese - prima di definire il quadro con Mario. L’ok del Comune sul Ferrini, i contatti con Gravina e la prospettiva della riforma sono elementi positivi ora sul tavolo. Penso, che dopo cinque anni di investimenti, questo sia il momento di insistere. Ma sono tranquillo perché abbiamo già una buona base di organico dalla quale ripartire». Il tecnico c’è, anche se i dubbi sul proseguimento o meno dell’esperienza con Pillon non sono stati ancora sciolti, i giocatori sotto contratto e i rientri dai prestiti non sono pochi e di valore.

Ma nei prossimi giorni bisognerà pur tirare le somme. «Ogni anno è meglio cambiare qualcuno per creare nuovi stimoli - continua Milanese - ma la base c’è. È evidente che il passaggio sui programmi con Biasin e quello con il mister sono preliminari. Per me con alcuni innesti e le conseguenti partenze, la Triestina sarà competitiva senza dover stravolgere la rosa dell’ultima stagione. Continuo a essere convinto che si poteva e si doveva fare meglio ma essere arrivati tra le prime sei con due ondate di Covid e con infortuni lunghi non è un risultato da sottovalutare, ed è merito di una rosa profonda e di buon livello. Poi alcuni elementi hanno deluso ma questo succede in ogni stagione e in ogni squadra. E poi dovremo valutare i rientri di prestiti importanti come Di Massimo e Gatto. Non dimentichiamo poi che abbiamo giocato per quasi una stagione intera senza Procaccio e Paulinho».

A questo punto è lecito attendersi il chiarimento sul programma entro la settimana. «Penso di sì - chiude l’amministratore unico della Triestina -. Parlare di milioni con Biasin in remoto non è il top. Avrei preferito farlo di persona. Spero proprio che Mario e sua moglie possano venire a Trieste a settembre-ottobre. Ora che si sono vaccinati e con i lavori del Ferrini in partenza il suo ritorno per un po’ di giorni a Trieste diventa un obiettivo. Magari per l’inaugurazione del primo lotto...»

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