Torneo delle Nazioni, dal 21 giugno Gradisca torna ad essere la regina del calcio giovanile

La manifestazione si svolgerà anche a Lignano e in Slovenia. Premio dello Sport al direttore di Piccolo e Mv Omar Monestier

GRADISCA. Torna a rotolare il pallone allo stadio “Colaussi” di Gradisca. E non poteva che essere la kermesse internazionale di calcio giovanile “Torneo delle Nazioni” a fornire un primo, per certi versi storico assaggio di ritorno alla normalità di sempre. Eh sì, perchè - dopo lo stop forzato dello scorso anno a causa della pandemia – la storica manifestazione sportiva è riuscita nell'impresa di non perdere per strada un altro anno. Nonostante una situazione internazionale ancora fluida fra vaccinazioni, green pass e regole che tuttora variano di Stato in Stato, il Comitato  organizzatore è riuscito a mettere in piedi la diciassettesima edizione del “piccolo Mundial”: sarà il primo torneo internazionale giovanile di calcio al mondo in era Covid. E sarà al contempo l'unico evento “di preminente interesse nazionale” - come lo definisce il governo dello sport - a non essere organizzato direttamente da una Federazione. La manifestazione si terrà dal 21 al 27 giugno prossimi fra Gradisca, Lignano e la Slovenia.

La formula è naturalmente ridotta - 4 le compagini partecipanti per una kermesse che era giunta a metterne insieme 28 - ma davvero poco importa se si considera il coefficiente di difficoltà nel dare vita ad una manifestazione internazionale durante una pandemia. A sfidarsi, in sicurezza, saranno le compagini U16 di Russia, Macedonia del Nord, Albania e Slovenia. Non l'Italia: le nazionali azzurre autorizzate al ritorno in campo sono quelle dall'U18 in su. La presentazione si è svolta nella mattinata di sabato 12 giugno al Teatro di Gradisca con i Premi allo Sport al direttore di Piccolo e Messaggero Veneto, Omar Monestier, al giornalista di Sky Marco Caineri, all'head coach dell'Allianz basket Trieste Franco Ciani ed al presidente regionale Figc Ermes Canciani.

Imponente la macchina organizzativa, con l'istituzione di mini-bolle che coinvolgeranno quasi 300 persone fra delegazioni, staff, autisti e personale degli hotel. In programma tamponi a tappeto prima e dopo ogni spostamento. Nicola Tommasini, presidente del Comitato organizzatore, ha trascorso un anno e mezzo attaccato al telefono e al pc, collegato con governi e federazioni di mezzo mondo. Negli anni lui e il suo staff ne hanno vissuta di ogni: l'incubo-terrorismo post 11 settembre, le epidemie come aviaria e suina, la convivenza di Usa, Iran e Israele e Corea del Nord, la fuga di giocatori africani. “Ma niente in confronto alle conseguenze della pandemia” scherza lui.

Imprevisti ce ne sono stati fino all'ultimo: basti pensare alla Norvegia che, data ormai per certa partecipante, ha dovuto rinunciare all'ultimo in quanto la delegazione sarebbe stata costretta ad affrontare 10 giorni di quarantena al rientro: il paese nordico considera “zona rossa” il resto dell'Europa. “E' stata un'altalena di emozioni – si confida -. Dalla tristezza per l'inevitabile annullamento lo scorso anno, all'illusione che la scorsa estate la situazione sanitaria potesse rientrare in tempi ragionevoli. Ma avevamo promesso che non appena vi fosse stato uno spiraglio ci avremmo provato. Siamo stati coraggiosi nel tenere il motore acceso. Sarà un edizione di transizione, ma a dal profondo significato. Il governo dello sport, dal Coni alla Figc, ci ha sempre incoraggiato a non mollare. E altrettanto le istituzioni, senza dimenticare i main sponsor Schmucker e La San Marco e il mondo del commercio gradiscano”. I protocolli da rispettare richiesti dalla Figc sono estremamente serrati: “Ma siamo pronti.

Delegazioni, staff e personale logistico saranno continuamente monitorati per tutta la giornata della manifestazione”. Sarà oltretutto un torneo fortemente “green”: “Un messaggio che ci sta a cuore e un obbiettivo che stavamo perseguendo già prima dello scoppio della pandemia – commenta Tommasini – al Nazioni non verranno utilizzate bottiglie di plastica ed è stata ridotta al minimo la produzione cartacea di brochure e materiale pubblicitario" 

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