A coach Dalmasson il Sigillo Trecentesco di Trieste e l’applauso di Boscia Tanievjc

Dalmasson e Dipiazza (Foto Francesco Bruni)

L’ex allenatore dell’Allianz: “Trieste mi ha accolto subito come un suo figlio. Il mio erede Franco Ciani? Non ho mai avuto dubbi, ha qualità, esperienza e mezzi”

TRIESTE. Il tributo dell'amministrazione comunale, i ricordi e la commozione. Eugenio Dalmasson, l'allenatore uscente della Pallacanestro Trieste, è stato insignito del Sigillo Trecentesco della città, riconoscimento speciale che il Comune riserva a personalità in grado di distinguersi nei campi sociali che spaziano tra arte, cultura, politica e appunto lo sport. Dalmasson entra nell'albo d'oro in virtù di un cammino di ben undici anni al servizio di una delle passioni sportive cardini cittadine, dopo aver (ri)dipinto la passione per la pallacanestro non solo a suon di risultati ma anche nel segno dell'appartenenza collettiva.

Alla cerimonia della consegna del Sigillo Trecentesco, allestita nella mattinata nel Salotto Azzurro del palazzo municipale, sono intervenuti in molti, dall'assessore regionale Fabio Scoccimarro a Boscia Tanievjc, al vice sindaco Paolo Polidori e numerosi rappresentanti della “vecchia guardia” tecnica e dirigenziale della Pallacanestro Trieste, sino a Daniele Cavaliero e il nuovo coach Franco Ciani, accompagnato dal vice Marco Legovich. Insomma, quasi una sorta di passaggio delle consegne ma qui con ulteriori spunti dettati dal forte legame tra l'ex allenatore e lo stesso sindaco Dipiazza: “Sono stato anche il tuo primo presidente della Pallacanestro Trieste – ha ricordato il primo cittadino nel corso della cerimonia – a te mi lega un sentimento e stima che va ben oltre al di là del basket che io amo. Sei e resterai sempre un uomo capace, un maestro di sport e di vita. Un professionista che resterà sempre nel nostro cuore”.

Le parole proferite da Dipiazza hanno toccato Eugenio Dalmasson al pari di una tripla a fil sirena: “Trieste mi ha accolto subito come un suo figlio – ha sottolineato con commozione l'ex coach – grazie a tutte le persone che mi sono state accanto, dentro e fuori dal campo. Credo che il traguardo maggiore sia stato aver riportato entusiasmo e aver fatto valere la condivisione degli obiettivi. Il mio erede Franco Ciani? Non ho mai avuto dubbi -ha aggiunto Dalmasson - ha qualità, esperienza e mezzi”. L'ultimo assist è stato ancora per la città, il clima e la passione respirata in undici anni: “Io penso che sia realmente difficile ora trovare altrove quanto ho vissuto a Trieste”.

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