Rilievi dell’Anac, Udinese pronta a lasciare lo stadio Friuli: “Chiederemo la risoluzione del contratto”

UDINE «Con riferimento ai rilievi dell'Anac sulla procedura di cessione del diritto di superficie, della durata di 99 anni, dello stadio Friuli dal Comune di Udine all'Udinese Calcio, la società, oltre a presentare ricorso nelle sedi opportune, si dichiara pronta a lasciare la Dacia Arena chiedendo la risoluzione anticipata del contratto con il Comune a fronte delle presunte inadempienze rilevate».

Lo ha annunciato, in una nota ufficiale, il Club friulano. Nei giorni scorsi, l'Anac aveva rilevato presunte irregolarità nella gestione dell'impianto.

Queste riguardano il fatto che lo stadio Friuli non può essere considerato alla stregua di una struttura privata di proprietà dell'Udinese Calcio e non può cessare dalla sua funzione di bene pubblico; inoltre, è illegittimo il cambio di denominazione associato a uno sponsor; infine, è stato accertato l'omesso controllo da parte del Comune dei lavori di manutenzione di 250 mila euro annui che devono essere eseguiti dalla società sportiva.

Rispetto a queste raccomandazioni, Comune e Udinese sono invitati, entro 45 giorni, ad adottare atti che rimuovano le illegittimità o irregolarità riscontrate e prevengano che si ripetano in futuro.

"La nostra decisione odierna giunge anche a seguito delle pretestuose e reiterate contestazioni subite in questi ultimi anni dall'Udinese Calcio - è la posizione della società, di proprietà della famiglia Pozzo -. Il club chiederà, inoltre, il rimborso di 48,53 milioni di euro, somma pari alle spese sostenute per i lavori di abbattimento e ristrutturazione dell'impianto. Contemporaneamente, la società si impegna a individuare un'area alternativa per la costruzione di un nuovo stadio, riprendendo in esame le pratiche a suo tempo avviate. Una delle opzioni allo studio per il nuovo impianto sarebbe Pasian di Prato".

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