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Silvia e Vincenzo, ventun chilometri di tenacia e coraggio

Furlani, scoperto di essere affetta da sclerosi multipla ha iniziato a correre. La storia di papà Placida e Valentina

TRIESTE Non solo Michele Palamini e Francine Niyomukunzi. Domenica scorsa la Trieste Half Marathon, organizzata dall’Apd Miramar in collaborazione con la Trieste Atletica, è stata vinta dall’esperto bergamasco e dalla giovane burundiana. Ma oltre a loro tra i 1500 iscritti della Trieste 21k sulla Strada Costiera sono state protagoniste anche due storie di caparbietà e gran voglia di vivere ogni minuto della propria esistenza senza mai guardarsi alle spalle.

E così Silvia Furlani, udinese e maratoneta doc, che non ama piangersi addosso quando ha scoperto di essere affetta da sclerosi multipla si è messa a correre. Aveva 26 anni quando le hanno diagnosticato la malattia, oggi ne ha 60 anni e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Nel solo anno 2019 è stata capace di tagliare il traguardo in ben venticinque mezze maratone. Non poteva dunque mancare alla maratonina di Trieste dove viene sempre con molto piacere: «Ho corso diverse volte a Trieste - ha spiegato - e non volevo mancare a questo importante appuntamento, segno di ripartenza per tutto il nostro movimento sportivo». È partita alla 6 del mattino, insieme a Luigi Tomasin, e ha iniziato la fatica percorrendo la panoramica strada costiera, per poi tagliare la linea d’arrivo dopo 6 ore e 28 minuti. Ci vuole tanta energia, forza mentale e positività per fare un’impresa del genere. Ma Silvia tutte queste doti le ha perché, come lei stessa ha affermato in una recente intervista: «Se si è positivi, il mondo è con te».

Energia e forza che non mancano neppure a Vincenzo Placida, che ha corso tutti i 21 km spingendo la carrozzina con a bordo la figlia Valentina, affetta dalla sindrome di Cornelia de Lange, una rara sindrome malformativa. I due hanno chiuso la loro fatica dopo 1h45’49”.

Due esempi di grande tenacia, in grado di ispirare tante persone, in primis gli organizzatori, che nonostante l’incerto periodo, i tanti cambiamenti che hanno dovuto affrontare, e gli ostacoli causati dall’emergenza pandemica, non si sono mai persi d’animo, marciando deciso sulla loro strada, affermando sempre senza paura di fallire: «Andiamo avanti».

Perché, come dimostrato dalla Trieste 21k e da tutto il movimento sportivo regionale, le manifestazioni si possono organizzare rispettando le regole e permettendo a tutti i partecipanti di vivere una giornata dove poter praticare la propria disciplina in totale sicurezza.

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