La Triestina promossa ai play-off senza lodi. Per andare avanti non basta l’equilibrio

La chiusura della regular season porta in dote una sesta piazza e una carenza di approccio alla gara che Pillon deve correggere

TRIESTE. Nemmeno l’ultima sfida che ha chiuso il perimetro della regular season ha segnato una svolta in questa stagione. Non servono nemmeno i numeri per tracciare l’identikit della squadra guidata da Pillon. Questa Unione è composta da buoni giocatori, il tecnico l’ha resa equilibrata ma raramente riesce a intonare un acuto. A questo c’è da aggiungere che da inizio stagione deve fare i conti con tanti e forse troppi infortuni da sommare all’effetto Covid che non l’ha risparmiata. In sintesi, solo per tracciare una linea, la Triestina presa da Pillon quando dopo tredici gare era quinta a -5 dalla capolista, nel ritorno ha fatto 30 punti (29 all’andata) ed è finita sesta, vince mediamente ogni 3-4 partite, perde ogni 5-6, pareggia quasi ogni 2 gare. Questa Triestina ha regalato un sussulto nel rocambolesco 3-2 sulla Vis Pesaro, forse nella vittoria a Bolzano a dicembre, in parte in quella nel ritorno con il Sudtirol e ha fornito buone prestazioni con il Padova e il Perugia. Per contro non è riuscita a vincere le gare che avrebbero segnato i suoi destini nel torneo: nel doppio turno casalingo con Arezzo e Gubbio, nel recupero a San Benedetto, nella trasferta a Fano (e anche all’andata) e nel match di domenica con il Mantova che valeva la quinta piazza. Mai c’è stato uno sbandamento ma il rendimento in relazione all’obiettivo in classifica ha segnato un costante arretramento dell’asticella. Da quello di lottare fino in fondo per la prima piazza, poi per la quarta, poi per la quinta.

Dalla sesta (che poi vale una posizione in più grazie al Modena miglior quarta dei tre gironi) si parte nei play-off. Il resto non conta, come dice il tecnico, ora bisogna guardare avanti.

Giusto, la Triestina che si tuffa nei play-off, con il back-ground accumulato in otto mesi o se vogliamo in quattro (dall’arrivo dei rinforzi del mercato), ha i numeri per passare i primi due turni e per confrontarsi poi in quello nazionale. Ma per competere nei play-off, pur in un anno anomalo per tutti, sarà necessario cambiare registro. La Virtus Vecomp e poi eventualmente Cesena o Mantova verranno al Rocco giocando per un solo risultato cioè la vittoria. Nella migliore delle ipotesi la Triestina dovrà gestire finali infuocati, oppure sarà l’Unione, specie se andrà avanti, a dover tirar fuori tutto in una gara o in una sua frazione. Da domenica la prestazione e il risultati saranno determinati dall’atteggiamento, dagli stimoli e dalla convinzione alla pari se non di più delle capacità tecniche, delle condizioni atletiche e delle scelte tattiche. Le assenze saranno pesanti da Litteri a Procaccio passando per un Petrella fermo da due mesi ma sta a Pillon tirare fuori i massimo da chi è a disposizione. Granoche è stato esemplare, Tartaglia decisivo, Paulinho un’arma in più da sfruttare. Insomma tutta la panchina ha risposto per dare una mano ai compagni. Le potenzialità di una ripartenza, conoscendo i propri limiti, ci sono. Nelle prossime settimane la Triestina può giocare una o dieci gare (meglio) ma in ogni singolo tempo apparirà chiara la forza e la volontà di chi vuole andare avanti o di chi invece pensa di andare in ferie.

Il pubblico non c’è ma sarà attentissimo e vicino alla sua Unione. E vigile dovrà essere anche la società. Perché chi non avrà il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo, se Milanese e Biasin confermeranno le loro ambizioni, si giocherà il futuro in alabardato.

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