Dalmasson: «C’è tanto orgoglio, Allianz Trieste più forte delle difficoltà»

Il coach pensa all’ultima gara della stagione regolare prima dei play-off: «Vogliamo vincere ancora, non c’è appagamento ma solo voglia di mostrare il nostro valore»

TRIESTE «Appagamento? No. C’è solamente orgoglio. Abbiamo portato il basket triestino al miglior risultato degli ultimi 20 anni. Ricordiamoci da dove siamo partiti: innanzitutto la salvezza, poi tutto quello che sarebbe arrivato sarebbe stato ben accettato. La salvezza l’abbiamo raggiunta con largo anticipo, siamo andati alle finali di Coppa Italia e siamo da mesi tra le prime otto del campionato nonostante tutte le difficoltà».

Eugenio Dalmasson anticipa lo spirito dell’Allianz che si prepara all’ultima giornata della regular season, lunedì in casa contro la Fortitudo, e poi dal 13 maggio vivrà l’avventura dei play-off.

La qualificazione alla post season ha rappresentato il botto di questo campionato biancorosso ma Trieste ha ancora cose da dire.

«Riprenderemo la preparazione domani dopo un paio di giorni di riposo. Siamo già concentrati sulla gara contro la Fortitudo per chiudere la stagione regolare vincendo e agganciare Treviso al sesto posto, anche se la differenza canestri ci penalizza. Sarebbe un modo per dare ancora più valore a quest’annata».

L’impressione è che i giocatori Usa siano particolarmente carichi di fronte all’idea di giocare i play-off.

Fanno parte della loro cultura sportiva, sono un traguardo importante. Ma non faccio distinzioni. Abbiamo tutti chiaro il senso di un risultato che rappresenta anche una risposta a chi nelle scorse settimane aveva messo in discussione il valore di questo gruppo.

La sconfitta di Trento, seguita da un chiarimento tra staff tecnico, squadra, società ha rappresentato un momento di svolta per il rush finale.

Non avevamo giocato bene, vero. E dopo siamo tornati a disputare buone partite. Non dimentico tuttavia, tracciando un bilancio, che delle 4 sconfitte di fila tre sono arrivate in trasferta e abbiamo incrociato formazioni come Treviso e Trento che in quel momento vivano il picco della condizione. In quest’annata disgraziata tutti hanno avuto alti e bassi. Noi possiamo sentirci soddisfatti di essere stati mediamente continui.

Ha parlato di continuità e trasferte. Non avevate mai vinto così tanto fuori casa. La mancanza di pubblico quanto ha condizionato questo campionato?

Ci sono altri campi che sono tradizionalmente difficili, con gli spalti pieni, e aver giocato in condizioni “neutrali”, ha rappresentato un vantaggio, penso ai successi sul campo della Fortitudo Bologna o della stessa Varese. Ma esiste anche il rovescio della medaglia. Quanto ci è stato tolto non potendo contare sul nostro pubblico? Giocare all’Allianz Dome davanti a 6mila tifosi ci dà una carica incredibile. E alla fine il rimpianto resta quello.

Una gioia che non si può condividere.

Non penso solamente alle partite. I giocatori giunti la scorsa estate a causa delle restrizioni antiCovid non hanno potuto gustare appieno la bellezza di una città che vive di basket.

Torniamo all’ultima gara della regular season, lunedì prossimo con la Fortitudo. Come procede il recupero di Gražulis e Fernandez?

Andrejs è in ripresa, al momento se forza troppo lamenta ancora un po’ di dolore, cerchiamo di utilizzarlo il giusto. Juan dovrebbe riprendere domani a correre, sta lavorando a parte, monitoreremo i progressi di giorno in giorno, mettendo la salute dei giocatori al di sopra di tutto.

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