Aperitivo con il ct azzurro: «Allianz, play-off meritati»

Dalle 18 di martedì 4 maggio Romeo Sacchetti sul sito del Piccolo e su Facebook. «Alviti mi piace, il prossimo deve essere l’anno della consacrazione»

TRIESTE. Decima puntata di “Aperitivo sotto canestro”, il contenitore del Piccolo dedicato al basket, dalla tinta azzurro/nazionale: ospite il commissario tecnico Romeo Sacchetti, un uomo in missione in vista del Preolimpico di questa estate e poi dell'Europeo del 2022.

Nella piacevole chiacchierata (dalle 18 sul sito del Piccolo e sulla pagina Facebook) si parla ovviamente degli impegni futuri della Nazionale italiana, del campionato di serie A ma anche dell' Allianz Trieste, con un giudizio in merito alla stagione dei biancorossi.

«Trieste ha fatto un ottimo campionato, soprattutto in virtù di quello che ha dovuto patire per il Covid. Quella situazione complessa è divenuta opportunità - spiega il ct - creando le condizioni per una serie di vittorie importanti, non ultima quella di Milano che, seppure letta anche nell'ottica degli impegni europei dell'Armani, ha un valore pazzesco per come è maturata. Ora i meritati play-off, pur considerando i problemi fisici di un giocatore fondamentale come Juan Fernandez».

Nella stagione importante dell'Allianz c'è anche l'argento vivo della crescita di Davide Alviti, culminata non a caso con la convocazione in Nazionale: «In passato mi erano arrivate voci contrastanti sul ragazzo, sulle difficoltà di adattamento vere o presunte. Invece ho trovato un giocatore dalla grande disponibilità, con la faccia giusta, strutturato fisicamente, in grado di giocare sia da "3" che da "4", con un affidabile tiro da tre punti e in generale con grande facilità a far canestro. Ora per lui verrà il difficile, la consacrazione dopo un anno in cui si poteva giocare il fattore sorpresa. Penso che, se continuerà a curare l'aspetto fisico e lavorare sulla tecnica, potrà togliersi belle soddisfazioni. Mi ricorda molto l'ascesa di Pippo Ricci, giocatore che conosco bene e di cui esalto la volontà di lavorare in palestra».

Altro elemento importante è Matteo Da Ros che, come i vari Udom, Gaspardo, Zanotti, si è affermato tardi ma con impatto nella massima serie: «Spesso diamo improvvidamente delle etichette ad alcuni giocatori italiani, quelle magari di ottimi elementi, ma solo per la serie A2. E' importante invece credere alle potenzialità di chi può darti il valore aggiunto; in questo senso penso che ad esempio Brindisi abbia tratto i maggiori dividendi».

Un altro triestino alla luce della ribalta è Stefano Tonut, Mvp del campionato italiano? «Certamente, fra gli italiani è stato il migliore. Un giocatore costante nel dominare le partite, ma soprattutto mentalmente forte. Per lui il bello deve ancora arrivare».

Meo Sacchetti prosegue poi in digressioni approfondite sul Preolimpico alle porte e sull'Europeo del 2022, mai dimenticando però il valore di una chiacchierata a tavola: «Appena torno a Trieste vi invito a cena ma pagate voi; c'è un locale che ricordo bene dietro Piazza Unità, nelle vie strette, prenoto già lo stinco». L'insostenibile leggerezza di un professionista della pallacanestro. —

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