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L'Allianz Trieste ci prova con le Vu nere

Domenica alle 20.30 a Bologna i ragazzi di Dalmasson dovranno avere il piglio dei cinici, quelli cioè in grado di insistere su quella sottile, impercettibile crepa nel carro armato virtussino

Raffaele Baldini
1 minuto di lettura

TRIESTE Mai così tanti tifosi triestini a seguire una partita di coppa... della Segafredo Bologna. Ovviamente non c'è una migrazione passionale verso le "Vù-nere", c'è una razionale presa di coscienza che la squadra di coach Djordjevic, con un doppio impegno di coppa in Eurocupa e la "bella" con vista sull'Eurolega mercoledì, non può essere totalmente centrata alla sfida contro Trieste, in programma domenica a Bologna alle 20.30.

RAPPORTI DI FORZA Parliamoci chiaro: se Trieste gioca in quinta marcia e Bologna in seconda, non è detto che Cavaliero e soci portino a casa la vittoria. Se Trieste gioca sotto la quinta marcia, la vittoria non la porta a casa di sicuro. Va bene il doppio impegno di coppa (con viaggio lungo nel Tatarstan annesso), va bene la sfida decisiva di mercoledì e tutte le implicazioni annesse, bisogna rendersi conto però che la corazzata felsinea ha singoli attori che possono vincere le partite (quasi) da soli. A Kazan, Belinelli con 33 punti è andato ad un tiro dalla finale di Eurocup. Per contro, se l'Allianz avrà lo spirito arrendevole delle ultime gare, allora non c'è la benchè minima speranza di fare il colpaccio. Alla "Fiera" i ragazzi di Dalmasson dovranno avere il piglio dei cinici, quelli cioè in grado di insistere su quella sottile, impercettibile crepa nel carro armato virtussino (sempre che ci sia).

LA LEGGE DEI GRANDI NUMERI La legge dei grandi numeri, abbinata a giocatori di clamoroso livello come Teodosic, diventa una condanna a morte o quasi. Lo 0/8 da tre punti registrato in gara 2 di Eurocup grida vendetta, sperando che Milos non la voglia consumare oggi. In una sfida però dove i top player faranno di tutto per conservarsi, attenzione ai complementi di qualità: Pajola è giocatore di rottura, difende ed è aggressivo, ha personalità per sparigliare le carte. Stesso dicasi per Abass, Alibegovic e Ricci. Alle volte i "grandi numeri" possono essere prodotti dalla panchina.

LA DIFESA SUL PICK AND ROLL Nelle ultime settimane l'Allianz ha schiantato gli esterni sui "blocchi" dei lunghi avversari e disperso i propri centri nella terra di nessuno, indecisi se "aiutare" sull'esterno avversario o difendere il ferro sul lungo che "rollava" verso l'area pitturata. Contro la Segafredo, che annovera giocatori cattedratici nel gestire il pick and roll (Teodosic, Markovich e Belinelli su tutti), una simile defaiance tattica potrebbe portare a danni irreparabili, anche perché i ricettori sono lunghi come Gamble e Hunter di straordinaria fisicità e verticalità. Certo, in primis sarebbe d'uopo arginare le bocche da fuoco sull'arco dei tre punti. —
 

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