La forza della nuova Fincantieri arriva dall’Argentina

A Monfalcone sono arrivati l’attaccante Claudio Alcaza e Nicolas Vera «Club organizzato, ma serve più ritmo in campo» 

MONFALCONE

Sono arrivati dal Paese campione olimpico in carica, l’Argentina (4-2 in finale sul Belgio a Rio 2016), per riportare la Fincantieri Leyline nella massima serie italiana. Magari non quest’anno, ma il progetto c’è e non ci si nasconde. Claudio Alcaza, attaccante classe 1989, 3 gol nelle prime 3 giornate, e Nicolas Vera, difensore classe 1994, non sono solo i due perni della formazione biancoceleste, sono due professionisti dell’hockey su prato che lavoreranno a 360° nel vivaio monfalconese.


In particolare Alcaza, che in Argentina è professore di educazione fisica e che della Leyline è giocatore, allenatore (affiancando in questo coach Massimo Galifi) e preparatore atletico, è partito dalle basi, e in 2 mesi e mezzo ha già cambiato volto, ma soprattutto mentalità, al gruppo.

«Appena arrivato ho voluto fare dei test atletici ai ragazzi – racconta Alcaza – li ho trovati completamente a terra. La scorsa settimana, dopo 2 mesi e mezzo di lavoro, li abbiamo rifatti: il miglioramento è stato del 200%. Le basi tecniche sono buone, tenendo un ritmo alto nelle partite grazie a una condizione atletica soddisfacente penso che l’obiettivo possa non essere limitato solamente alla salvezza, ma ad arrivare nelle prime 4. È questa l’asticella che ho posto ai ragazzi».

Chiusosi lo storico ciclo degli indiani (Ajit Pal, Navjosh, Sumeet) la società del caposezione Paolo Pacor ha cambiato strada: un anno interlocutorio, peraltro spezzato dalla pandemia, con gli altri gauchos Latorre e Abraham, e ora un cambio di passo che promette di essere notevole.

«Per storia e mentalità gli argentini si integrano meglio con il gruppo italiano rispetto agli indiani – riconosce coach Galifi – abbiamo puntato su Alcaza perché ci mancava l’attaccante che facesse gol, ma in realtà in lui abbiamo trovato molto di più. E grazie a Claudio è arrivato anche Nicolas, che già a Roma all’esordio ha dimostrato di avere stoffa».

«Il livello in Argentina è molto più alto – racconta Nicolas – il paese è diviso in 23 province e ognuna di esse ha almeno 10 società. Il livello tecnico dei giocatori è molto più alto ma paradossalmente in Italia le società sono più organizzate. A Monfalcone ho trovato un’ottima struttura e anche dal punto di vista umano niente da dire, siamo stati accolti benissimo. Peccato che le limitazioni del momento non ci consentano di condividere molto di più di allenamenti e partite».

Sabato alle 15.30, seppur a porte chiuse, l’esordio casalingo in serie A2: la Leyline, che non gioca una gara ufficiale in casa dal 4 novembre del 2019, affronterà il Potenza Picena. —



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