F1, prove di raddoppio Gara sprint il sabato al posto della qualifica

il retroscena

Stefano Mancini


In due stagioni di Covid, la Formula 1 ha sperimentato format e calendari più che nel ventennio precedenti. Oltre ad avere esteso il campionato alla cifra record di 23 gare, aver introdotto nuovi Gran premi come Portogallo e Arabia Saudita, averne riscoperti altri storici come Imola (il 18 aprile) e Olanda e aver modificato gli orari, adesso la F1 vuole cambiare le qualifiche. Si tratta di un esperimento, ma già il fatto che si sconvolgano le routine di dieci squadre, venti piloti, tv e organizzatori, significa che un’altra rivoluzione è alle porte: si chiamerà probabilmente «qualifica sprint» anche se somiglia di più a una gara breve.

Il fine settimana viene stravolto a partire dal venerdì: la prima sessione di prove libere viene confermata, la seconda diventa una qualifica della gara sprint che si correrà il sabato (100 chilometri, una mezz’oretta). Il risultato di questa corsa breve avrà due obiettivi: definire la griglia di partenza domenicale e assegnare qualche punto (3 al primo, 2 al secondo e 1 al terzo, questa è una delle ipotesi: i dettagli saranno decisi entro il 18 aprile). L’esperimento sarà fatto il 18 luglio a Silverstone. In caso di esito positivo, la qualifica sprint verrà replicata il 12 settembre a Monza e il 7 novembre in Brasile, per poi essere introdotta dalla prossima stagione.

I dubbi: il venerdì attuale è noioso, mentre il nuovo format ne aumenterebbe l’interesse. Il sabato, al contrario, funziona bene così: la qualifica in tre fasi a eliminazione progressiva tiene aperto il risultato fino all’ultimo secondo e rispetta il dna della Formula 1.

La qualifica sprint promette divertimento, perché di fatto è una gara con tutta la tensione dei semafori che si spengono e della prima curva, però ha un rischio: rubare importanza al Gran premio. I piloti della Ferrari sono tra i dubbiosi: «Va bene una novità che aumenti lo spettacolo, a patto che non snaturi l’evento e non levi importanza alla gara», hanno commentato Charles Leclerc e Carlos Sainz.

Le simulazioni non hanno chiarito a fondo che cosa potrebbe succedere in pista. Soltanto una prova reale potrà favorire una decisione che avrà conseguenze a lungo termine e andrà a inserirsi nella rivoluzione tecnica della prossima stagione. —

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