Triestina, il tecnico Pillon: «L’arbitro ci ha penalizzato con il gol annullato e altre decisioni. Prese però troppe ripartenze»

Il tecnico rossoalabardato Bepi Pillon è stato molto critico nei confronti dell'arbitraggio del match di Verona

Il tecnico rossoalabardato analizza il 2-2 maturato a Verona con la Virtus. Non mancano le recriminazioni

VERONA. Sei risultati utili consecutivi in una stagione in cui la continuità era cosa rara, anche a causa di forze maggiori quali Covid ed infortuni, sono un primo risultato incoraggiante, ma ancora un gradino sotto l’ambizione legittima di chi si propone di scalare la classifica.

Luci e ombre dunque dopo il pari al Gavagnin Nocini. Il bicchiere mezzo pieno è presto servito: soccombere avrebbe significato la perdita di una posizione in classifica e lo scontro diretto sfavorevole. Pillon è però scuro in volto, la direzione di gara non è piaciuta.


«Il gol che avevamo fatto era regolare, l’arbitro ha detto che Gomez si era appoggiato sulle spalle dell’avversario ma io questa cosa non la avevo vista, con venti minuti da giocare avremmo poi anche potuto cercare la vittoria. Meno male che l’abbiamo pareggiata, ed io di solito non parlo mai degli arbitri, ma sul secondo gol loro non c’era fallo di Lambrughi, poi 6-7 ammoniti noi e loro 1 o 2 quando facevano fallo ad ogni ripartenza nostra. Il pareggio può anche esser giusto ma le situazioni che si sono create sul campo non mi sono piaciute», racconta Pillon.

Sbollita la rabbia, il tecnico guarda le note liete: «C’è da dire che noi abbiamo lottato fino alla fine per raggiungere la vittoria fino ai minuti finali, va bene così, portiamo a casa il pareggio dopo queste tre partite con sette punti. Non dobbiamo prendere però ripartenze come quella che ci è costata il gol, anche nel primo tempo avremmo potuto gestire meglio una palla prima del gol loro. Ci vogliono pazienza e lavoro, e tempo».

Ha dovuto ricorrere all’artiglieria pesante nel finale in attacco. Unico modo per recuperare?

«Sapevamo quanto fosse difficile far girare la palla su questo campo piccolo, su un manto erboso così. Era una partita maschia, con tanti falli, di cattiveria e agonismo e su quel piano noi ci siamo stati».

La prova di Sarno tornato titolare? «Si è impegnato molto, ha fatto il suo dall’inizio, non poteva fare miracoli e ha creato alcune situazioni, deve migliorare come tutti». Dove è quindi che la sua Triestina deve fare il cambio di passo per continuare a migliorare?

«Non dobbiamo prendere le infilate. Bene attaccare ma dobbiamo essere bravi anche sulle ripartenze avversarie e sulle coperture preventive, lì abbiamo sofferto».


 

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