Contenuto riservato agli abbonati

Straordinaria Luna Rossa sfidante nell’America’s Cup, il triestino Vascotto: «Felicità unica»

Dal 6 marzo lo scafo italiano affronterà i detentori neozelandesi dopo aver umiliato gli inglesi di Ineos chiudendo la serie con 7 regate vinte e una persa

TRIESTE Il Luna Rossa Prada Pirelli Team riconquista la Prada Cup e dal 6 marzo sarà lo sfidante della 36a America’s Cup contro i detentori neozelandesi.

Tutto l’aplomb autoimpostosi dall’equipaggio fino all’ultimo metro di gara 8 viene spazzato via ed è tempo di “Italian style celebration” come l’hanno descritta a più riprese i commentatori ufficiali della regata.

Luna Rossa, la festa dei triestini del team con il coro: "Unione, Unione"

Francesco Bruni poco prima dell’arrivo conferma all’equipaggio che è tempo di cinque alto, corre ad abbracciare l’altro timoniere James Spithill (con un entusiasmo che lascia sbigottito l’australiano) ed esulta con un: «Siamo italiani, siamo differenti, che cavolo! Forza Palermo», cui seguirà poco dopo un «Alè Unione» intonato dai tanti triestini in Nuova Zelanda.

Prada Cup, Luna Rossa trionfa e va in finale: il momento della vittoria



Vasco Vascotto è raggiante: «Non sono mai stato così felice» Sono le sue parole quando è ancora in mare. «Ogni vittoria è speciale, ma questa ha un sapore diverso perché è una di quelle occasioni che ti capitano raramente nella vita. Eravamo confidenti nelle nostre possibilità di chiudere sul 7-1 anche grazie alle condizioni di vento medio-leggero, che si sono confermate quelle per noi più consone rispetto agli inglesi. Sappiamo che quel nodo in più ce l’hanno dato i tanti tifosi che dall’Italia ci hanno spinto. Adesso sarà festa per noi che da tre anni siamo una grande famiglia, ma da domani si lavora per fare ancora più sul serio. Ora la posta in gioco è altissima».



E a fare riferimento al team come una grande famiglia è anche Giulio Giovanella: «È un’emozione fortissima, una soddisfazione pazzesca quella di essere arrivati fino qui. Il primo ringraziamento va a Patrizio Bertelli e Max Sirena. La fatica è stata tanta in questi mesi, ma tutto il team è stato superlativo, dimostrando come gli italiani possano ottenere un risultato eccezionale in una gara che è fatta di progettazione, managerialità, agonismo e spirito sportivo di altissimo livello».



Luna Rossa è oggi a buon diritto orgoglio italiano. Nelle regate 7 e 8 di ieri lo scafo tricolore ha messo in evidenza una netta superiorità rispetto agli inglesi, tanto da far affermare a Ben Ainslie nella pausa tra le due prove come fosse difficile tentare di arginare un avversario che «fa due nodi più di te». Forse non è stato sottolineato abbastanza come il dipartimento di progettazione del Luna Rossa Prada Pirelli Team – dopo aver analizzato le prevalenti condizioni meteo della zona di Auckland nella tarda estate – abbia prodotto le due barche che ciascun sindacato poteva varare seguendo uno stesso modello evolutivo: un segnale chiaro della sicurezza con cui si è voluta perseguire la strada scelta e una dimostrazione di grande maturità e carattere.

Anche nell’ultima giornata in mare contro gli inglesi di Ineos Luna Rossa ha rivelato la sua potenza fin dalle battute iniziali con partenze ottime e un miglior passo, che ha permesso di lasciare sempre più margine tra la propria poppa e la prua di Britannia. Anche la penalità per partenza anticipata cui Luna Rossa è stata costretta nell’ultima regata non ha assolutamente inficiato la prestazione, tanto da trovarsi in testa già all’incrocio successivo.

Già il Moro di Venezia nel 1992 a San Diego e Luna Rossa sempre ad Auckland nel 2000 avevano vinto la selezione per lo sfidante, ma l’attuale Luna Rossa ha la maturità giusta per puntare all’obiettivo più ambito, quello che l’Italia non ha mai conquistato: la Coppa America.

Si comincia con la stazza delle imbarcazioni il primo marzo, mentre la prima regata si terrà il 6. La “vecchia brocca” sarà di chi tra italiani e neozelandesi raggiungerà per primo le sette vittorie. —
 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi