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La Triestina si è rialzata ma senza brillare Milanese e il mercato «Non ci sono urgenze»

Federico Maracchi in azione nel corso della partita vinta dalla Triestina sul Cesena

La vittoria sul Cesena è una boccata d’ossigeno per i tre punti non per il gioco. Alle 20 a Milano chiude la sessione invernale

TRIESTE «Il Cesena ha giocato bene e si è visto che è una squadra che sta lavorando da quest’estate». La dichiarazione del tecnico Giuseppe Pillon, al termine della vittoria ottenuta dalla sua Triestina sul Cesena, è come sempre improntata a una sano realismo. Come dire: abbiamo vinto ma senza un gioco brillante, in due mesi non si possono fare miracoli e c’è ancora tanto da lavorare. Questa la sintesi dell’allenatore entrato in corsa a inizio dicembre. Di lavoro sul campo in settimana ne serve parecchio ma al tempo stesso non si può perdere troppo terreno dalle zone alte senza pensare alla vetta. Perché l’obiettivo della società resta ancora quello di giocarsi la stagione fino alla fine perché l’investimento è stato ingente e non è ammesso mollare nonostante la distanza dal primato sia siderale. Al di là delle prestazioni dei singoli quello che manca è il ritmo e soprattutto la capacità di tenere l’iniziativa in avanti senza incorrere in pericolosi sbilanciamenti. Anche i cali di tensione non sono stati scacciati completamente. Il finale di partita con i romagnoli in dieci ai quali è stata offerta la possibilità dell’azione finale del possibile pareggio, la dice lunga sulla difficoltà di tenuta del gruppo. Ma quella arriva con i risultati mentre il gioco si costruisce con pazienza come ha fatto il Cesena arrivato a Trieste senza cinque titolari e le punte. Il finale un po’ caotico ha sollevato non poche perplessità così come le prestazioni o lo scarso impiego di alcuni elementi. In primis finora hanno giocato sotto tono (anche nel corso della gestione Gautieri) i terzini Rapisarda e Brivio mentre Vincenzo Sarno appare chiuso dalle opzioni Boultam, Procaccio e Petrella. Anzi il giocoliere ha polemizzato perché era pronto a entrare ma Pillon, dopo aver subito il gol, ha preferito non modificare l’undici in campo.

«Normale che un giocatore sia scocciato - afferma l’amministratore unico Mauro Milanese - ma è stato Pillon a bloccare la staffetta e non il giocatore a rifiutare il cambio. La sua reazione c’è stata ma può starci. Il giocatore però ha sbagliato ad alzare i toni sui social. Le critiche fanno parte del mestiere ». Intanto oggi alle 20 si chiude il mercato invernale. Milanese è già nel capoluogo lombardo ma non sembra per nullatentato a rivoluzionare l’organico. «Confermo che per la prima volta dopo tante stagioni sono a Milano da osservatore - dice Milanese -anche se sempre pronto a fare qualche operazione utile alla Triestina in entrata è in uscita. Dopo aver sistemato Cernuto alla Paganese potrebbe partire Cavaliere perché vorrei dargli la possibilità di giocare. Per il resto sul piano tecnico siamo a posto anche se nell’ultimo giorno di mercato può sempre capitare qualche occasione da valutare». Insomma se qualcuno cerca Brivio, Rapisarda o Sarno (ma anche altri) la società non si metterà di traverso ma le possibilità che restino in labardato sono molto alte. Così come dovrebbe restare anche Valentini, autore di due buone partite, perché Ioime non ha ancora ottenuto l’idoneità e se dovesse rientrare tra qualche mese sarebbe una gradita sorpresa. Nemmeno a centrocampo c’è posto dopo l’uscita di Lodi. «Lo staff medico mi ha assicurato - conclude Milanese - che Paulinho sarà a posto tra una ventina di giorni». Non resta che attendere perché l’ultima giornata di mercato è sempre sorprendente. Come ci si augura possa esserlo l’Unione che domani torna già in campo a Modena.

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