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La Servolana si mette in lockdown: «Rischioso anche allenarsi»

Roberto Ciriello, vicepresidente della Servolana Basket

Il sodalizio della Serie C Silver contrario alla ripresa dell'attività. Favorevole allo stop del campionato anche la Dinamo Gorizia

TRIESTE Stop intanto agli allenamenti ed un passo indietro anche per quanto riguarda l'eventuale partecipazione al campionato. La Servolana muove le acque del panorama della serie C Silver di pallacanestro e barrica tutte le sue sezioni all'interno di un personale “lockdown” societario. Lo storico sodalizio triestino rinuncia in pratica alla possibilità di tornare in palestra in vista della annunciata ripresa il 28 febbraio: «Sulla rinuncia degli allenamenti abbiamo fatto un blocco comune, tra tecnici e dirigenti – ha sottolineato Roberto Ciriello, vice presidente della Servolana – al termine di un consiglio direttivo fatto in rete abbiamo capito una volta di più che per il bene di tutti è meglio starsene a casa. Abbiamo tra l'altro la fortuna di avere un presidente medico, il dottor Covaz. Non ci sono le condizioni per una ripresa in sicurezza, il tampone preventivo non basta e non vogliamo creare situazioni di rischio per nessuno, dai bambini agli allenatori. Stiamo quindi prendendo la decisione che non ha voluto fare la Fip – Ha aggiunto il portavoce servolano – e la nostra presa di posizione è stata condivisa dal le famiglie». Una serie C Silver che rischia di sgretolarsi. Dopo il ritiro della formazione di Latisana: «A queste condizioni non parteciperemo alla ripresa della Silver – ha aggiunto Ciriello – potremo valutare l'adesione solo in caso di rassicurazioni. Il rischio di sanzioni? Il presidente della Fip Adami ha scongiurato a parole questa possibilità».

Alla finestra le altre società. La Dinamo Gorizia ad esempio mantiene la rotta degli allenamenti ma per quanto concerne il campionato attende schiarite: «Sia sui protocolli che sui costi – afferma il presidente Palumbo – credo tuttavia che sia saggio fermarsi del tutto». Il Cus Trieste continua ad allenarsi: «Lavoriamo avanti per strutturare un progetto che coniughi sport e cultura – ha sottolineato Matteo Zanini – Vogliamo creare qualcosa di importante per coloro che non possono ambire a grandi ribalte ma che possono giocare a buoni livelli. Non ci fermiamo».

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