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Ghiacci: «Messa un’ipoteca sulla salvezza Lo spirito dell’Allianz Trieste però non cambia»

uan Fernandez in entrata contro Varese, Gražulis in tagliafuori su De Vico

Il sesto posto autorizza sogni di play-off, il presidente è prudente: «Un passo alla volta, senza lasciare nulla d’intentato»

TRIESTE «Abbiamo messo un’ipoteca sulla salvezza grazie alla vittoria su Varese che vale doppio. La nostra filosofia però non cambia: procediamo a piccoli passi, un incontro alla volta. Se continuiamo così possiamo pensare di alzare l’asticella». Quella parola lì, play-off, Mario Ghiacci, presidente dell’Allianz, non vuole pronuciarla. Va bene la prudenza ma se una squadra è sesta a pari merito e il girone di ritorno è già iniziato da due giornate è legittimata ad ambire a chiudere il campionato tra le prime otto. Non è detto che accada ma se sei in ballo... «Non lasceremo nulla di intentato. Noi siamo soddisfatti del campionato che stiamo disputando ma non è un torneo facile, con una bella concorrenza», aggiunge Ghiacci. La questione salvezza sembra ormai risolta. L’Allianz ha 10 punti di vantaggio (16 contro 6) su Varese, oltre a un solido +25 nello scontro diretto. I lombardi devono ancora recuperare tre incontri ma non saranno passeggiate e presumibilmente il recupero postCovid sarà complicato così come lo è stato per Trieste. Una nota di merito dell’Allianz è che tra le formazioni che hanno dovuto fronteggiare l’emergenza dei casi di positività è dopo la Reyer Venezia - hai detto niente - quella che occupa il posto più alto in classifica. Nel dopopartita coach Dalmasson ha attribuito la prestazione poco brillante contro Varese a un calo di condizione eredità del tour de force appena sostenuto. Ghiacci della prova contro i lombardi di Bulleri preferisce vedere invece il bicchiere mezzo pieno: «Sassari ha segnato una vagonata di triple contro di noi e si è detto che è stata bravissima ma io penso che noi mettendone 19 con il 53 per cento l’altra sera non siamo stati da meno...».

LA SERIE Il successo sull’Openjobmetis è servito comunque a spezzare la serie terribile imposta dal calendario nell’inizio del ritorno, contribuendo a tenere alto il morale. Domenica l’Allianz sarà a Milano per osare l’inosabile. Il programma delle prossime settimane propone poi Brescia in casa il 7 febbraio, la Coppa Italia il 12 con il quarto contro Brindisi probabilmente priva di Harrison, una settimana di sosta per la Nazionale e il 28 febbraio la trasferta nel Salento. Pur con il massimo rispetto per le Final Eight la gara più importante in proiezione futura sarà quella con Brescia, per tenere a distanza potenziali rivali per quel sogno lì, che nessuno vuole nominare.

IL CASO HENRY Un mese di gare toste ma anche con due momenti - Coppa Italia e sosta - che romperanno la routine e magari permetteranno di fare qualche valutazione sia per l’immediato che per il futuro. L’immediato in casa Allianz, inutile girarci attorno, si chiama Myke Henry, deludente proprio nella sera in cui era stato messo nelle condizioni ideali per esprimersi, come peraltro voleva. Starting five, buon minutaggio (ha giocato più di Alviti anche se con risultati diametralmente opposti), contro un avversario fisicamente in inevitabile difficoltà. Quanti margini ci sono di recupero? La risposta deve venire da Henry stesso, dallo staff e dalla società. Ghiacci sull’argomento è chiaro: «Vogliamo tutti bene a Myke e cerchiamo di aiutarlo per farlo esprimere come sa. Vogliamo recuperarlo, crediamo in lui».

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