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La Triestina si sveglia solo nella ripresa e cade un’altra volta

Davis Mensah e Simone Calvano in azione contro il Matelica

Alabardati bocciati dal Matelica che vince ed effettua il sorpasso in classifica Non bastano i gol di Gomez e Granoche su rigore e un disperato assedio final

MATELICA-TRIESTINA 3-2

RETI: pt 25’ Leonetti, 34’ Magri; st 2’ Gomez, st 21’ Moretti, 41’ Granoche (rig.)

Matelica (4-3-3): Cardinali; Tofanari, De Santis, Magri, Di Renzo; Calcagni (st 27’ Pizzutelli), Balestrero, Bordo; Leonetti (st 38’ Franchi), Moretti, Volpicelli (st 12’ Zigrossi)). All.Colavitto

Triestina (4-3-3): Valentini; Rapisarda (st 39’ Granoche), Tartaglia, Ligi, Filippini; Procaccio (st 15’ Petrella), Calvano, Maracchi; Boultam (st 23’ Sarno); Mensah, Gomez.

Arbitro: Frascaro (Firenze)

Note: calci d’angolo Matelica 4, Triestina 7. Ammoniti: Calvano, Procaccio, Tartaglia, Granoche, Calcagni.

Su un campo pesantissimo arriva per la Triestina una sconfitta altrettanto pesante. Non tanto per la prestazione dell’Unione, che ha alternato momenti buoni alle solite pause, ma perché quando si perde una partita pur meritatamente ma senza sfigurare si accende una spia d’allarme. Il momento è di quelli infausti. La rete del vantaggio marchigiano e la terza su una conclusione irripetibile di Leonetti sono arrivate nella fase migliore della Triestina comunque troppo distratta nel primo tempo.


POCA CATTIVERIA All’Unione però è mancata quella cattiveria che contraddistingue le squadre vere e soprattutto d’alta classifica. Quella che fa la differenza e che è nelle corde della matricola Matelica. Primi 20’ aggressivi (e un palo di Procaccio), una ripresa all’attacco e un finale all’arma bianca non sono state sufficienti a evitare una sconfitta. La settima dall’inizio, la terza della gestione Pillon. C’è da riflettere, con il Matelica che mette la freccia e sorpassa gli alabardati desolatamente indietro e a -11 dalla vetta. Altri erano gli obiettivi quando si è deciso di cambiare allenatore.

L’AGGIUSTAMENTO Il tecnico Pillon rivede il centrocampo alla luce delle assenze di Giorico (squalificato) e Rizzo (infortunato) e attinge a piene mani dai rientranti. Così senza cambiare assetto lascia Boultam alle spalle di Gomez (al rientro da titolare) e Mensah e inserisce Procaccio nel ruolo di mezzala destra. Calvano fa il centrale e Maracchi è l’altro interno. In difesa l’assenza di Lambrughi è surrogata da Tartaglia al centro assieme a Ligi. In porta c’è Valentini che sostituisce Offredi fermato dal mal di schiena.

L’APPROCCIO BUONO La Triestina stavolta non toppa la partenza prendendo in mano l’iniziativa. La pressione sulla mediana è efficace e al 3’ gli alabardati costruiscono una grande occasione. Gomez imbeccato da Mensah si fa deviare la conclusione. I padroni di casa (anche se si gioca a Macerata) verticalizzano con efficacia tanto che due volte Leonetti in contropiede grazia Valentini.

BOTTA E RISPOSTA La squadra di Pillon potrebbe passare al 18’. L’incursione da sinistra di Procaccio incoccia sul palo alla sinistra di Cardinali. È un episodio che avrebbe potuto cambiate l’inerzia del match. E invece il Matelica risponde. Prima una bordata di Volpicelli è respinta da Valentini con Leonetti impreciso nella tap-in ma poi arriva il gol. Traversone di Calcagni (25’), Boultam non la prende e dal limite segna. L’Unione si riorganizza ma dopo 7’ si becca un altro gol. Corner da destra stacco ottimo e preciso di Magri (Valentini incerto) e palla in gol accompagnata da Calvano. È un brutto colpo per l’Unione che non si rialza.

LA REAZIONE Pillon carica i suoi e gli alabardati rientrano pimpanti. Tanto da accorciare le distanze con una conclusione ravvicinata ma molto pronta di Gomez. C’è tutto un tempo per rimontare e l’Unione non si fa pregare. Due palloni d’oro all’8’ e all’11’ non concretizzati da Mensah e Gomez dimostrano chi comanda. Alabardati padroni del campo e Colavitto che toglie Volpicelli per il difensore Zigrossi. Ma proprio quando l’Unione sente odor di rimonta Moretti con una conclusione al volo pesca il jolly (’21).

ASSEDIO Un tanto basterebbe a uccidere l’Unione ma non è così. La squadra ci mette il cuore, Pillon inserisce Sarno, Petrella e Granoche in successione con un 3-4-1-2. Proprio Pablo trasforma un penalty prcurato da Ligi. Assedio negli ultimi 5’ di speranza. Ma la speranza muore. Nel fango dell’Helvia Recina.

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