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Allianz a una vittoria dalla Coppa Italia Ghiacci: «Avanti così volando basso»

Un vero rebus il calcolo delle probabilità in caso di arrivo a quota 12. Il successo su Reggio Emilia ridà entusiasmo

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L'esultanza dei giocatori dell'Allianz Trieste dopo la vittoria contro Reggio Emilia 

TRIESTE Altro che cubo di Rubik. Volete un rompicapo di quelli da impazzirci su per qualche ora senza trovare risposta? Beh, andate sul sito della Legabasket e stampatevi il poderoso dossier con tutte le possibilità per le qualificazioni alle Final Eight di Coppa Italia. L’Allianz, per poter pensare a trascorrere un week-end di metà febbraio a Milano, deve aggiungere un’altra vittoria alle cinque conquistate finora agganciando quota 12. Ha due chance per riuscirci: espugnare Casalecchio di Reno domenica battendo la Fortitudo oppure battere Varese nel recupero dell’incontro rinviato per i 12 casi di positività tra i lombardi. A quel punto per la squadra di Eugenio Dalmasson si aprirebbe un ventaglio infinito di opzioni, che vanno dall’ottimistico settimo posto al tredicesimo se proprio dovesse dire male ma male male...Nessuna chance se l’Alliaz dovesse bucare le due partite. Visioni addirittura paradisiache in caso di una doppietta. Il successo su Reggio Emilia, in sostanza, dà una prima sterzata alla stagione biancorossa. Dall’ultimo posto in coabitazione ma con davanti quattro gare da recuperare a una finestra sulle top 8, nel giro di un paio di settimane. Il presidente Mario Ghiacci preferisce volare basso. «Non stiamo a fare calcoli, pensiamo a una gara alla volta anche se ovviamente ci farebbe piacere chiudere l’andata tra le prime otto. Questo campionato ci sta insegnando che non esiste la partita impossibile e abbiamo la sensazione di essere sulla buona strada. Mi dispiace - prosegue Ghiacci - che non abbiamo dato continuità a un buon inizio, a causa degli stop per Covid dei rivali prima e nostro poi, e degli infortuni. Dopo questo periodo però c’è stata un’ottima reazione. Ci siamo riusciti grazie allo spirito di sacrificio di un gruppo che antepone le esigenze della squadra alle prestazioni personali. Vedere come i compagni che sono in panchina incoraggiano chi è sul parquet è una bella immagine».

Il concetto del gruppo si sta affermando come la vera identità di questa Allianz. Un’Allianz più operaia, con Upson al posto di Udanoh, ma forse più coesa. Contro Reggio Emilia nessun giocatore è stato impiegato più di 28 minuti ma pesa soprattutto il dato che otto elementi sono stati utilizzati tra i 17 e i 22 minuti, segno di un sostanziale abbattimento delle distanze tra starting five e presunte seconde linee. Una delle chiavi del match è stato l’apporto dei panchinari delle due squadra a rimbalzo: 24 a 9 per Trieste. Quando i cinque della palla a due sono andati a rifiatare non c’è stato calo di intensità. Il turnover spinto con la rimonta reggiana arrivata alla pari dopo un break pesante poteva essere una mossa harakiri e invece gli uomini alzatisi dalla panca hanno respinto l’assalto. Una prova importante soprattutto sul piano psicologico: è la riprova che non esistono primedonne e comprimari designati, tutti trovano spazio e hanno la fiducia dei tecnici e dei compagni di squadra. Ecco quindi la crescita di Upson e i segnali di ripresa di Laquintana. L’immagine più forte di questa “nuova” Allianz, oltre ovviamente a mister 600 partite Daniele Cavaliero, è l’intesa spontanea tra Juan Fernandez e Marcos Delia. Il Lobito ha il punto di riferimento che cercava sotto i tabelloni (in sintesi, finalmente un lungo con movimenti da vero centro) e Marcos sa che non verrà dimenticato in area pietendo un pallone ogni tanto. Dieci assist per Fernandez, ancora in doppia cifra Delia. I margini di crescita per l’Allianz ci sono. Le soluzioni per i tiratori da tre punti restano abbastanza estemporanee. Il 2 su 9 dai 6,75 di Doyle è raccapricciante ma soprattutto bisognerà cercare di sfruttare di più Alviti, fondamentale nella prima fase della stagione. Un uomo in grado di fare 5 su 5 da tre è una risorsa preziosa, che va esaltata.

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