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Carlevaris, due gol in 130 minuti. Il papà: «E ora sotto con i libri...»

Andrea Carlevaris

L’attaccante triestino in forza alla Virtus Vecomp decisivo a Fano Intanto il suo primo tifoso lo sprona per proseguire gli studi universitari 

TRIESTE «Me lo guardo in streaming quando lo fanno giocare, ma quanto vorrei poter andare allo stadio per godermelo da vicino e tifare per lui...». Dario Carlevaris, papà di Andrea, auspica tempi sanitari migliori. Sia per la propria professione, è dirigente amministrativo al “Burlo Garofolo”, sia per poter tornare a vedere all’opera, dal vivo, il proprio figlio.

Due gol in 130 minuti di gioco. La media del talentuoso Carlevaris parla da sola. Forse la Virtus Vecomp dovrà iniziare a pensare di impiegare di più l’attaccante triestino: d’accordo che ha solo 20 anni ed è alla sua prima esperienza tra i professionisti, ma il buon Carle, se gioca, segna. E non solo.



Dopo aver battezzato il suo primo centro da pro con l’Arezzo, nell’ultimo turno del campionato di serie C l’ex sanluigino è stato il protagonista assoluto nella trasferta di Fano. Sotto di una rete, a inizio ripresa la formazione del tecnico-patron Luigi Fresco ha optato per un cambio, rivelatosi decisivo: fuori l’ex alabardato Arma, dentro il talento triestino. Gli effetti sono stati devastanti. Al 24’ gli scaligeri sono pervenuti al pari con Marcandella, su passaggio di Carlevaris. Sei minuti dopo il gol da 3 punti che ha piegato l’Alma Juventus Fano: assist di Pittarello e tocco chirurgico di Andrea per il gol più importante di questo inizio stagione.

«Per un mese non sono potuto scendere in campo: tornare con un gol e un assist e vincere in trasferta è un rientro da sogno», ha commentato a fine match il giovane giocatore. Un gol dedicato alla famiglia e alla fidanzata: «Stando lontano da casa mi danno sempre un aiuto standomi vicini a distanza».

Già. La famiglia. «Con Andrea ci sentiamo quotidianamente in attesa che arrivi il lunedì quando organizziamo una cena in famiglia qui a casa nostra a Trieste. Poi al martedì Andrea torna a Verona in treno, visto che deve ancora fare la patente», racconta papà Dario.

In attesa di poter tornare allo stadio e tifare per proprio figlio, Carlevaris senior non nasconde un aspetto importante della vita di Andrea: l’opportunità di giocare fuori Trieste. «Anche da un punto di vista prettamente umano è molto importante che Andrea abbia scelto una società seria in una bella città. Stare lontano da casa gli farà bene, certo è che il calcio oggi c’è e domani chissà.

Quindi? Dario, da buon padre di famiglia, «Andrea sta tornando sotto con gli studi universitari. In questi primi mesi a Verona il responso è sicuramente positivo, anche se spero di vederlo di più in campo. Per ora l’università era stata messa un po’ in disparte ed è comprensibile, ma conoscendolo so che essendo dotato di grande determinazione saprà coniugare al meglio, come peraltro ha sempre fatto, sia i libri che l’amato e immancabile pallone». —


 

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