Il tabù Gubbio stende la Triestina: invece del salto un brutto stop

La Triestina fa poco o nulla per vincere una gara decisiva per avvicinarsi alla vetta. Autogol di Maracchi e finale in 10 

GUBBIO Il recupero del Barbetti doveva essere la partita del salto in avanti e invece l’Unione è rimasta ferma. Anzi ha fatto un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni. Perché se è vero che il Gubbio (non vinceva in casa dall’ultimo successo proprio con l’Unione a gennaio) non ha fatto moltissimo per vincere, la Triestina ha fatto anche meno. O meglio ha fatto pochissimo rispetto a quanto ci si possa attendere da una squadra che guarda al vertice. Gli episodi hanno avuto il loro peso: l’infortunio nel riscaldamento di Gomez, l’espulsione di Rizzo e l’autorete indicano come Gautieri di questi tempi non goda di buona sorte. L’erroraccio di Sarno nel recupero ha chiuso degnamente la giornata-no. Ma la fortuna va anche cercata e la Triestina di ieri su questo piano non si è distinta. Perché dopo un primo tempo non affrontato con un piglio da big, a parte gli ultimi 10’ (con intervento dubbio del portiere su Granoche), l’inizio della ripresa è stato solo un pochino più vivace.



ZERO CONCLUSIONI Comunque le zero conclusioni in porta sono il segno tangibile di una squadra che non può vincere. Certo l’Unione non ha subito quasi nulla ma il Gubbio ha capitalizzato l’unica occasione peraltro grazie a un pasticcio degli alabardati. Il Barbetti resta un tabù per la Triestina. E ora la partita di Carpi diventa delicatissima per gli equilibri di un gruppo che fatica a trovare continuità di risultati e anche di prestazioni.



MINI TURNOVER Gautieri aveva ipotizzato un mini turn-over e così è. E in effetti l’Unione si presenta con tre novità. Ligi prende il posto in difesa di un Lambrughi che da settimane ha tirato la carretta nonostante qualche acciacco. Lo stesso discorso vale per Filippini a sinistra per far rifiatare Brivio. A centrocampo invece la scelta è tecnica con Maracchi ad agire da mezzala e Giorico nel ruolo di play-maker di solito (ma non sempre) affidato a Ciccio Lodi. Davanti c’è il recupero in extremis di Petrella e il forfait di Gomez (risentimento muscolare durante il riscaldamento)sostituito da Granoche affiancato da Mensah.

POCO RITMO Gli alabardati non sono in grado di imprimere da subito il ritmo necessario a mettere in difficoltà gli umbri. Giocano con ordine e contengono alcune rare sortite della formazione di Torrente. Comunque i padroni di casa sono più intraprendenti specie sulla fascia sinistra. Offredi salva la porta con un buon intervento al 28’. Al 35’ si vede per la prima volta gli alabardati accennare un pressing sul giro palla di Malaccari e compagni

UN SUSSULTO La Triestina non ha il suo centrocampo in giornata e davanti GRanoche non vede campo da 20 giorni. Comunque il solo fatto di alzare il baricentro crea qualche difficoltà agli avversari. Proprio Pablo al 41’ viene abbracciato in area dal portiere Cucchietti. Un mezzo penalty può starci ma per Gualtieri non è così.

LE ROTAZIONI Dopo un primo tempo quasi da buttare tutti si aspettano un’Unione arrembante. Gautieri toglie lo sfinito Granoche e l’impacciato Giorico e inserisce Gatto (altro elemento che non gioca mai) di punta e Lodi. L’Unione si alza un po’ ma crea solo una conclusione dalla distanza di Petrella con palla che sfiora il palo.

L’AUTOGOL Poi Torrente indovina la mossa giusta. Toglie il poco mobile Gerardi e mette Di Silvestro. Quest’ultimo trova un varco a sinistra e Rizzo, già ammonito, con scarso acume lo atterra in tackle. Il doppio giallo ci sta. Pasquato batte la punizione con parabola che cerca i compagni, Offredi respinge sulla linea di porta verso due suoi compagni e il tocco decisivo è di Maracchi (24’).

UNIONE IN DIECI Unione sotto e in dieci. Gautieri non ha grandi alternative anche perché Petrella non ce la fa più. Mette Boultam e poi anche Sarno ma quest’ultimo nel recupero spreca praticamente un rigore con un esterno destro che va a lato. Poteva essere l’1-1. Sarebbe cambiato poco ma meglio che niente. Resta il rammarico per una prestazione scialba di una squadra sì rabberciata ma non ancora pronta a spiccare il salto. —
 

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