Troppi i contagi in regione l’appello della Fipav allo stop raccolto da tutte le società

Andrea Triscoli / TRIESTE

Capitolo allenamenti delle squadre di pallavolo: sì o no? La situazione a livello di contagi e pericolosità del momento invitava certo alla prudenza e alla stretta osservanza dei provvedimenti proposti da Stato, enti regionali e locali e dalle federazioni, ma, nelle pieghe della libertà e delle interpretazioni, per molte società e addetti ai lavori sono sorti più di qualche dubbio.


La Federvolley centrale a livello romano ha risposto che le indicazioni o le regole sulle attività di allenamento non appartengono alla giurisdizione federale, per cui le uniche autorità preposte eventualmente ad un provvedimento di sospensione o limitazione restano quelle governative, regionali e locali.

Tra i dubbi inerenti all’utilizzo delle palestre, alle autocertificazioni, e all’orario limite del coprifuoco delle 22, la libertà dunque data sul tema dello svolgimento degli allenamenti per società svolgenti attività “nei campionati di interesse nazionale” è stata relegata ai singoli, creando qualche imbarazzo e dubbio.

Ecco allora arrivare le “esortazioni”, gli inviti calorosi rivolti dal presidente della Fipav territoriale locale Paolo Manià, e dal numero 1 regionale Alessandro Michelli sulla linea di quanto già espresso dal vertice regionale del Coni Brandolin. Questo uno stralcio di quanto scritto personalmente da Manià alle società del volley locale.

«... La situazione emergenziale, che nella nostra Regione sta subendo una preoccupante recrudescenza, ha portato a dei ragionamenti cautelativi su più fronti e sia il presidente del Coni Fvg, Giorgio Brandolin, sia il presidente Fipav Fvg, Alessandro Michelli, hanno esortato a non proseguire le attività di allenamento. Oltre a ciò, l’ultima ordinanza regionale (n. 41, dd. 12/11/2020), ha vietato anche lo svolgimento delle lezioni di educazione fisica a livello scolastico. Tutto ciò considerato, e pur non potendo vietare lo svolgimento degli allenamenti, riteniamo di esortare tutte le nostre società di pallavolo affiliate a prender coscienza della situazione straordinaria che stiamo vivendo, invitandole ad interrompere le attività in palestra fino a nuove indicazioni».

L’intento dei due presidenti e comitati è in fondo quello di preservare l’attività sportiva, non certo di soffocarla, ritenendo che una pausa, in questo momento, sia il modo migliore per aiutare la società, contenere la curva dei contagi e mirare ad uno scopo fondamentale delle asd sportive, quale quello della salute propria e altrui.

Molte dunque le società che si sono fermate a causa della pandemia: dal Cgs Coselli, Evs ed Azzurra, ad Olympia, Pall. Altura, Poggi, Kontovel, Volley Club e tante altre.

A queste poi si unisce il comunicato stampa rilasciato dagli enti sportivi della comunità di lingua slovena.

«In considerazione della situazione sanitaria venutasi a creare e delle nuove istruzioni del Ministro della salute Roberto Speranza, che ci ha incluso nelle zone arancione del Paese. In sintonia con il nuovo decreto del presidente Massimiliano Fedriga, che non consente l’educazione fisica nelle scuole, e viste le indicazioni del presidente Manià, che consiglia di interrompere l’attività in palestra, i presidenti dei progetti Zalet e dello Sloga Tabor hanno preso la difficile e spiacevole decisione di sospendere per il tempo richiesto le attività. In questo momento difficile, la salute di tutti i nostri giocatori di pallavolo, allenatori e collaboratori, ha la precedenza. Questo è il compito principale allo stato attuale: offrire il nostro contributo per frenare la diffusione del virus COVID-19».

Si andrà avanti così fino a domenica prossima, o forse fino alla scadenza del dpcm attuale, prevista per il 3 dicembre prossimo. —

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