Ponziana e Aurisina cancellate dall’anagrafe del calcio Fvg

La Figc ha fatto decadere i due club che da anni non svolgono più attività I biancocelesti sono “rinati” nella fusione col Chiarbola. I carsolini scompaiono 

TRIESTE

Il rituale colpo di spugna della Figc sulle compagini societarie inattive si è portato via Aurisina e Ponziana. L’Asd Aurisina e l’Asd Ponziana sono sparite dall’anagrafe del calcio dopo decenni di militanza nei campionati dilettantistici del Fvg.


Nessuna sorpresa, comunque, poiché le due squadre, nate nella prima metà del Novecento si erano già dichiarate (più o meno espressamente) inattive qualche anno fa ed il comunicato ufficiale n.45 della Lnd Fvg, altro non ha fatto che sancirne la decadenza ai sensi dell’art. 16.2 delle Norme Organizzative Interne della Federcalcio. L’Aurisina, già “Associazione Sportiva Cava Romana” negli anni ’50, scompare dai campi da calcio a partire dal marzo del 2017 non disponendo dei giocatori necessari per portare regolarmente a termine il campionato. Non che questo fosse un problema particolarmente sentito tra le fila della dirigenza che in più di un’occasione ha schierato atleti non tesserati e privi di una copertura assicurativa, con i gravi riflessi civili e penali che un malore od un infortunio avrebbero potuto innescare. Quel campionato i carsolini lo finiranno in tribunale nel 2018, quando il giudice sportivo infliggerà alla società biancorossa 3 mila euro di ammenda e qualcosa come 30 punti di penalizzazione (mai scontati) oltre alle 62 giornate di squalifica totali comminate ai nove giocatori coinvolti e i 20 mesi di inibizione a presidente ed alcuni dirigenti.

Epilogo meno amaro ma non per questo dolce, quello che il destino ha riservato al Ponziana, sodalizio che ha visto la luce nel lontano 1912 con il nome di Circolo Sportivo Ponziana. Matricola n.38910, i Veltri per qualche anno sono stati capaci di farsi rincorrere dalla storia giocando al confine di tante cose. Dopo anni di militanza in serie C, nel 1946 il Maresciallo Tito invitò il Ponziana nel massimo campionato jugoslavo insediando quello che da molti è stato definito “un avamposto nemico in Italia”. Fu così che dal 1947 al 1949 nella stessa città, pur divisa in due zone al termine della guerra, si giocarono la serie A con la Triestina, e la Prva Liga con l’Amatori Ponziana: per due stagioni a Trieste sfilarono Juventus e Partizan Belgrado, Milan e Stella Rossa, Inter e Dinamo Zagabria fino al ritorno sotto l’egida della Figc, non senza attriti e polemiche con quel “ tradimento” che sfociò in severe squalifiche ai giocatori biancocelesti. Nella stagione 1959-60 arriva lo scudetto dei dilettanti in Prima categoria e dopo anni di militanza in serie D di cui si ricordano i due mitici derby contro la Triestina, il club scivola, trovando il proprio equilibrio in Promozione fino al 2014, quando l’allora presidente Alessandro Davanzo rinunciò ad ogni attività dopo appena quattro partite di campionato, riservandosi di schiudere la porta solo quando lo stadio “Ferrini”, in disuso ormai da anni, sarà rimesso a nuovo ritornando finalmente a disposizione. L’appello è stato sì raccolto, ma dalla Triestina che in sinergia con il Comune ha recentemente avviato il progetto di recupero dell’impianto. Dei biancocelesti se ne è occupato comunque il Chiarbola, che nel 2016 pur di non far scomparire del tutto un simile baluardo sportivo, vi ha forgiato il nome in Chiarbola Ponziana, club quest’anno alle prese con un promettente campionato di Eccellenza. Ma intanto, il Ponziana, non esiste più. —



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