“L’etiope di Trieste” e quelle dieci gare nella Parigi-Colmar

“Un Ulisse di nome Sterpin”, “L’etiope di Trieste”, “Il marciatore senza paura”, “Il camminatore”, “Un uomo chiamato cavallo”, “Le Moser de la marche”, “L’homme de l’Adriatique”, “Il cammello”.

Questi sono alcuni tra i più significativi soprannomini dati a Claudio Sterpin nella sua lunghissima carriera, a dimostrazione di come le sue imprese abbiano stimolato la creatività e fantasia di innumerevoli giornalisti di provincia e non solo, in Italia e oltralpe. Un uomo coraggioso, prima di essere un atleta da un “motore” eccezionale, che ha avuto una particolare ossessione nella sua vita, la tremenda Parigi-Colmar di 520 km, marciata per ben dieci volte tra il 1980 e il 1990, e portata a termine in tre occasioni. Il primo italiano a chiudere quella massacrante fatica.




Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi