Il Giro d’Italia 2021 nell’Isontino: arrivo a Gorizia attraverso il Collio

Allo studio la tappa, che dovrebbe vedere la partenza quasi certamente da Grado, con un passaggio anche a Monfalcone e sul Carso.

UDINE Il Giro 2021, che si spera non più assediato dal Covid e di nuovo in maggio, sua collocazione naturale, ha rischiato seriamente di concludersi in regione.

Alla fine la location scelta dovrebbe essere Verona con l’Arena ad accogliere la maglia rosa come un anno fa toccò a Richard Carapaz, ma in queste settimane di sopralluoghi, trattative, cambi di programma, sempre con un occhio all’indice di contagio e le orecchie al virologo di turno, la regione è stata vicina ad accaparrarsi, a sei anni di distanza dal gran finale di Trieste, una delle bandierine più ambite nella mappa della corsa più amata dagli italiani; quella dell’arrivo.


La piazza della Transalpina a Gorizia, infatti, è stata in lungo e in largo oggetto di sopralluoghi, misurazioni, ragionamenti da parte del patron delle tappe friulane Enzo Cainero che avrebbe voluto, in omaggio alla città simbolo della ritrovata unione tra i popoli d’Europa far terminare la corsa rosa in quel luogo magico.

Niente da fare, spazi insufficienti ad accogliere la nutrita carovana del Giro.

Per un attimo si è pure pensato a un gran finale in piazza Grande a Palmanova, poi il manager è tornato al piano originario: portare una grande tappa sul Collio con arrivo a Gorizia a vent’anni di distanza dall’ultimo passaggio nel 2001. Partenza quasi certamente da Grado, circuito transfrontaliero impegnativo – la presenza, non solo per ovvie ragioni sportive, di un big sloveno come Pogacar e Roglic sarebbe molto gradita – non prima di un passaggio a Monfalcone e sul Carso.

Eccola la tappa dedicata al Collio. A regolare i conti con la maglia rosa, invece, come anticipato, ci dovrebbe pensare sua maestà Zoncolan che tornerà al Giro dopo l’impresa di Froome nel 2018. Scontato l’arrivo dal versante di Ovaro? No, gli organizzatori premono per la tradizione, a Cainero non dispiacerebbe proporre, se i lavori saranno finiti in tempo, anche il nuovo versante di Priola o l’arrivo dalla salita di Sutrio, quella dell’ultimo sussulto di Pantani affrontato nel 2003, primo atto della saga.

Nella settimana decisiva il Kaiser farà compagnia probabilmente alle Tre Cime di Lavaredo, di ritorno dopo l’impresa di Nibali sotto la neve nel 2013. Prima un po’ di sud, la costa tirrenica e in Toscana una cronoscalata in ricordo del grande ct Alfredo Martini. E la partenza del Giro? Torino, 160 anni dopo l’unità d’Italia ha staccato la concorrenza delle Marche. Seconda tappa? Verbania con l’omaggio al re del tempo Filippo Ganna. —


 

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