Ghiacci: «Avanti con cura e realismo ma il futuro non sarà semplice»

Eugenio Dalmasson e Mario Ghiacci

Il presidente dell’Allianz: «Il movimento deve fare i conti con troppe incertezze. Non si può sentirsi sereni»

TRIESTE Quando parla della gestione dell’Allianz Pallacanestro Trieste Mario Ghiacci più che da presidente dice di comportarsi da padre di famiglia. Tirare la cinghia quando serve, nessuna fuga in avanti. Il padre di famiglia nemmeno stavolta cerca giri di parole nè rincorrere la seduzione di immagini ad effetto. «Il momento non è facile. Intendiamoci, non lo è per nessuno. Mi chiedete se sono sereno per il futuro? No, non lo sono. Perchè bisogna provare a leggerlo con realismo e in questo momento non c’è certezza su niente.

Anche nell’ultimo turno della serie A ci sono stati rinvii legati a casi di positività. La classifica è complicata da leggere a causa delle differenze nel numero di partite giocate. Che campionato è?

Non è un campionato normale. Lo sapevamo. Lo potevamo immaginare. Vogliamo definirlo falsato da questi condizionamenti? Facciamolo. Però io ritengo giusto andare avanti. Fermarsi potrebbe essere controproducente. Inoltre non sta alle società decidere lo stop.

Nella scorsa primavera si arrivò allo stop anticipato della stagione dopo un confronto con il governo. Certo. E consideriamo che allora mancavano sei giornate al termine, in questo caso invece quante ne mancano? In queste settimane non sono mancati i gridi d’allarme da parte di alcuni club. Com’è la situazione della Pallacanestro Trieste?

In settimana dovrebbe tenersi l’assemblea di bilancio. La gestione è complicata, inutile nasconderlo. Non disponiamo di certezze, per il futuro i punti interrogativi sono tanti. Come si evolverà la stagione? Tornerà il pubblico? Non è semplice programmare in queste condizioni. Abbiamo l’apporto dei nostri sponsor ed è fondamentale. L’unico altro elemento certo di queste settimane è che siamo tutti negativi. Facendo gli scongiuri che continui così.

Nell’impostazione del budget era stato tenuto conto che la voce “pubblico” non avrebbe potuto garantire i ricavi eccellenti del passato. Tuttavia...

Tuttavia al momento io so che per due partite non avrà spettatori ma chi mi garantisce che dal 3 settembre cambi la situazione? La disaffezione da parte dei tifosi è per tutti un pericolo concreto. Mancano spettatori e questo raffredda anche gli eventuali sponsor. E come vedete l’assenza del pubblico si ripercuote anche sui risultati. Piazze tradizionalmente calde adesso sono diventate espugnabili. Ci mancano i tifosi. Ci mancano i ragazzi della curva, il loro calore. Ci abbiamo messo anni per vedere 6mila persone ogni due domeniche all’Allianz Dome e adesso tutto questo è rimesso in gioco e non abbiamo noi il controllo della situazione.

L’Allianz Dome è diventato una cattedrale vuota.

Quando si parla di una società di basket si pensa soprattutto ai risultati sul parquet ma un club è un’azienda seria. Noi ad esempio abbiamo anche la gestione dell’impianto di Valmaura ma a causa dell’emergenza Covid anche questo aspetto non produce vantaggi. Non si organizzano concerti, non si possono affittare le palestre, non ci sono altre manifestazioni di massa. E ricordo che la PallTrieste prima della prima ondata della pandemia con lo stop al campionato e quella attuale negli ultimi due anni ha dovuto sopravvivere anche allo tsunami del caso Alma.

Societariamente ci sono possibili novità in vista?

In che senso?

Possibili nuovi soci o partner.

In questo periodo abbiamo lavorato soprattutto per consolidare quello che c’è e chiudere per le sponsorizzazioni in corso. E devo ammettere che non ho potuto dedicare tempo e attenzione a tutte le questioni. Ad esempio Siamo Trieste-Italian District. Lo confermo: noi crediamo nel progetto, mi piace e voglio incontrare presto gli amici di Siamo Trieste.

D’accordo, la Pallacanestro Trieste ha cercato di muoversi con realismo e sernso di responsabilità ma l’impressione è che in A qualcuno abbia voluto fare il passo più lungo della gamba. Prima operazioni di mercato e poi lamenti. Eppure Pistoia, autoretrocedendosi in A2, aveva dimostrato che si può comunque ripartire.

Riflessione legittima ma mettetevi nei panni dei dirigenti di una società. Avete fatto sacrifici e come fate a rinunciare alla A? Come fate ad andare a dirlo ai tifosi?

Torniamo all’Allianz. Costretta a due giornate di stop, riprende la preparazione in vista della trasferta di sabato sera al Taliercio.

Finalmente siamo tornati al completo. Proprio quando abbiamo dovuto fermarci. La sosta ci ha danneggiato e mi spiace, ad esempio, per Cebasek e Mussini. Il contratto mensile è scaduto, sono stati importanti per farci superare settimane con un organico in emergenza. Le due partite in programma e non disputate avrebbero permesso loro di mettersi in mostra per guadagnarsi nuovi ingaggi.

Intanto Alviti si è meritato la chiamata in Nazionale.

Mi fa piacere perchè conferma che stiamo programmando bene per il futuro. Alviti 24 anni, Laquintana uno in più, i nostri giovani Schina, Deangeli e Arnaldo. Siamo sul pezzo.

A proposito di Schina. Sotto contratto con un quinquennale con la PallTrieste giocherà in prestito in doppio tesseramento con Udine in A1 e Falconstar Monfalcone in B. Deangeli sta già giocando con l’Apu. Una collaborazione nuova questa tra Trieste e Udine.

Mica vero, l’anno scorso Strautins andò alla Gsa. Io penso che in campo va benissimo che ci sia campanilismo, “sbraniamoci” sportivamente ma la collaborazione tra società è un’altra cosa ed è giusto che realtà vicine operino in sintonia.

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