Finalmente Cavaliero: «Che sofferenza restare a guardare, mi rimetto in gioco»

Andrea Cavaliero, guardia e anima dell'Allianz Trieste

La guardia dell’Allianz si allena dopo mesi di stop.
«Dovevo fermarmi tre settimane, un’infezione ha complicato tutto»

TRIESTE È pronto a tornare, con un carico di entusiasmo difficile da quantificare. A più di tre mesi dall'operazione al piede che lo ha tenuto fermo, Daniele Cavaliero ha finalmente ripreso ad allenarsi con la squadra e sta stringendo i tempi per poter essere a disposizione già nella prossima trasferta in programma sabato 14 novembre al Taliercio contro Venezia. «Difficile descrivere a parole la voglia che ho di tornare in campo - racconta Cavaliero - ho sofferto in questi mesi, mi mancava la quotidianità degli allenamenti e la possibilità di vivere le partite assieme ai miei compagni». Comincia tutto a luglio. In vista dell'inizio del raduno previsto il 6 agosto, Cavaliero decide di operarsi al piede per risolvere il problema che lo aveva tormentato nella passata stagione. «Dovevano essere tre settimane di stop, il decorso post operatorio si è complicato oltre ogni previsione. Quando stavo per completare la riabilitazione un'infezione mi ha obbligato a fermarmi di nuovo. Costretto a casa con il piede immobilizzato, ho dovuto riprendere in mano le stampelle. Dopo la nuova operazione di pulizia le cose vanno molto meglio. Ho ripreso ad allenarmi, adesso l'obiettivo è ritrovare una buona condizione fisica nel più breve tempo possibile». In queste settimane di forzato riposo, ha potuto osservare la squadra dalla tribuna. «E confermo le sen

sazioni già espresse - continua - siamo un gruppo che sta bene insieme e in cui c'è una buona armonia. I tanti infortuni nelle prime giornate ci hanno costretto a modificare in corsa l'assetto della squadra, adesso dobbiamo lavorare giorno dopo giorno per ritrovare i giusti equilibri. A più di un mese dall'inizio della stagione, restiamo un cantiere aperto. Personalmente ho voglia di rimettermi in gioco. Lavorare per tornare a disposizione, poi sarà il coach a decidere se impiegarmi già nella prossima trasferta o se, visto l'abbondanza, dare spazio a chi può garantire un contributo maggiore» Sulla possibilità di continuare il campionato, lo dimostrano i tanti rinvii, pende la spada di Damocle del Covid. «Stiamo cercando di affrontare la quotidianità con grande responsabilità - sottolinea Daniele - consapevoli che in questo momento l'emergenza sanitaria e la salute sono aspetti prioritari per la nostra vita. Da professionisti il discorso si amplia perchè in ognuno di noi c'è la paura di poter portare questo virus nello spogliatoio o a casa per cui cerchiamo di essere estremamente attenti pur continuando a vivere la vita di tutti i giorni».

Le prime giornate che confermano l'equilibrio di un campionato che, alle spalle di Milano, ha fatto registrare giornata dopo giornata risultati a sorpresa. I successi di Cremona a Bologna e quello di Roma a Brescia testimoniano la durezza di un torneo estremamente competitivo. «La chiusura dei palazzetti e l'assenza dei tifosi, in questo senso, hanno reso possibile ogni risultato. La sensazione è che, anche in trasferta, nessuno parta veramente battuto e in questo la mancanza del pubblico si fa sentire. Vedo a Trieste quanto l'assenza dei tifosi diventa un fattore determinante: spero che si possa tornare alla normalità quanto prima».

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