Piscine e palestre triestine chiuse. Il Comune: «Aprirle a chi ne ha diritto»

In base al Dpcm, gli agonisti di nuoto e tuffi, i pallanuotisti  di A1 e alcuni team di volley possono proseguire l’attività ma si trovano ora senza spazi

TRIESTE Tra gli sport di gruppo, il Governo ha dato il disco verde anche alle formazioni pallanuotistiche impegnate in campionati nazionali.

Tra queste ci sono le due prime squadre della Pallanuoto Trieste, iscritte nelle rispettive serie A1, che potrannodunqeu iniziare i campionati (i maschi inizieranno il 7 di novembre). In questa lista dovrebbero essere inserite anche le squadre giovanili di pallanuoto iscritte a campionati nazionali che vanno dall’U20 all’U14.



Ma c’è un problema, non da poco.

Il Dpcm ha ordinato la chiusura degli impianti natatori. Dove dovrebbero allenarsi e disputare le partite di serie A1 i giocatori e le giocatrici del presidente Enrico Samer?

Stesso discorso per il nuoto e i tuffi. A tale proposito è illuminante la nota emanata dalla Fin ieri, in cui si evidenzia come a seguito della pubblicazione del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre scorso e alle relative Faq, «la Federazione Italiana Nuoto – attenendosi scrupolosamente a quanto disposto – comunica che le attività di interesse nazionale sono quelle che coinvolgono gli atleti tesserati alla Federazione Italiana Nuoto (di ogni settore e categoria di età) nell’ambito delle competizioni inserite nei calendari e nei regolamenti federali delle singole discipline». Insomma, l’attività natatoria andrebbe sostanzialmente avanti, quasi, in blocco. Rimane, anche qui, il problema: dove allenarsi?

Una situazionedi stallo che accomuna gli sport acquatici al volley e al basket che si ritrovano con le palestre chiuse. A Trieste la Tergestina ha chiuso le palestre comunali in gestione.

«Come da Dpcm le piscine e le palestre sono state chiuse. Naturalmente ora il Comune si impegna il prima possibile a dare la possibilità di allenarsi e giocare agli atleti e alle società che secondo l’ultimo Decreto hanno diritto a poter usufruire di questi spazi per la propria attività », ha spiegato ieri sera l’assessore del Comune di Trieste Lorenzo Giorgi.

A questo punto si attende la riapertura di qualche palestra in grado di ospitare gli allenamenti e le gare delle società di pallavolo che potranno proseguirà l’attività. E si attende il nulla osta per poter riaprire la piscina “Bruno Bianchi”, centro federale della Fin che dovrebbe garantire l’accesso agli atleti “salvati” nel Dpcm.

La Bianchi, come comunicato domenica, ha annunciato la chiusura della struttura fino al 24 novembre, ossia fino al termine del Decreto in corso, “di tutta l’attività di nuoto libero rivolta al pubblico”. Sospesa inoltre “tutta l’attività didattica, sia per i bambini che per gli adulti”. Gli agonisti, però, scalpitano —


 

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