L’Allianz cade per troppa Milano, intanto arriva Delia

A Valmaura i biancorossi senza Henry, Cavaliero e Udanoh soccombono 65-87 alla corazzata Armani

TRIESTE Troppi tre elementi da rendere all’avversario per l’Allianz. Soprattutto quando l’avversario si chiama Armani Milano e può fare a meno di Delaney e Punter perchè ha una collezione di talenti senza rivali in Italia. Per la Pallacanestro Trieste invece giocare con o senza Henry, Cavaliero e Udanoh cambia. Probabilmente per farla franca non basterebbe nemmeno il 101% invocato da Mussini (bentornato, “Musso”) alla vigilia.

Nonostante tempi difficili e pubblico limitato, la partita migliore l’Allianz questi giorni l’ha giocata fuori dal parquet. Firmato Mussini per tamponare l’assenza di Cavaliero e allungare le rotazioni, in prova l’esterno sloveno Cebasek come eventuale rimpiazzo di Henry e, la novità di ieri, ecco Marcos Delia per garantire solidità sotto canestro. Il centro argentino con passaporto italiano ha assistito all’incontro, oggi è attesa l’ufficializzazione dell’accordo. Due metri e 9 con 111 kg che serviranno vista l’assenza di Udanoh.


L’ Allianz conferma Fernandez, Doyle, Alviti, Gražulis con il forzato innesto di Upson nello starting five. L’Armani tiene a riposo Delaney nel rispetto del turnover. Primo vantaggio biancorosso sul 6-4 al 2’ ma Milano – che nel frattempo ruota già due uomini – dà una risposta da….Armani. 10-0 in neanche due minuti e Trieste che già rimescola le carte inserendo Laquintana per Alviti, per un quintetto più basso ma da corsa. Non cambia la musica, dentro Mussini per Lobito e Da Ros per Upson. Il problema è che ogni miss-match premia la banda di Messina che chiude il primo quarto avanti di 14 (12-26).

L’Allianz non è in condizione di poter invertire la situazione e, menomata, contro una formazione dalla cifra tecnica di molto superiore e con una panchina sterminata non può che assistere al dominio lombardo (18-39, +21 al 13’, Datome immarcabile). Situazione complicata dal fatto che neanche il maggior minutaggio a disposizione o il prestigio di chi sta di fronte riesce a smuovere dalle nebbie qualche pedina biancorossa. Il terzo fallo di Fernandez al 16’ (24-39) è un’ ulteriore grana. Resta però l’orgoglio che porta con Gražulis a ridurre lo scarto in termini ragionevoli per crederci ancora (29-40 al 17’). E su quello Trieste costruisce una breve rimonta con Upson e Laquintana (33-41). Il primo tempo si fissa sul 36-45 con una tripla voluta da Doyle in faccia al marcatore. Lo scout racconta di un sorprendente leggero vantaggio Allianz a rimbalzo anche grazie alle 8 prese di Alviti. Peccato che in apertura del terzo quarto anche l’ex trevigiano si veda fischiare contro il terzo fallo da un arbitraggio decisamente garantista per gli ospiti. Un paio di fischiate mancate sui biancorossi di casa evidentemente spostati mentre ci provavano da tre gridano vendetta. Non avrebbero cambiato l’esito del match ma sarebbero state semplicemente sacrosante.

In sostanza la rimonta triestina al 23’ è già stata annullata (36-53). Del resto, l’Armani è una squadra che può approcciare una partita lasciando in panchina tipetti come Hines e Datome. Doyle pare non aver ancora capito che da lui ci si attendono punti e personalità, non può essere uno qualunque che chiude i primi tre quarti con 2 su 10 al tiro e zero di valutazione. Qualche tap in mancato da Upson fa quasi tenerezza. Non si intenerisce però Milano che al 30’ chiude sul 45-69 (10-24 il parziale).

Gli ultimi dieci minuti non hanno più niente da aggiungere. A un certo punto si profila l’onta del trentello ma nel garbage time Doyle ritrova la mano con quattro bombe. Ma quei punti avrebbero fatto dannatamente comodo prima. Magari farebbe comodo anche un po’ di produzione offensiva da parte di Teo Da Ros che pur diligente in difesa in 19 minuti non tenta neanche un tiro dal campo. Dai, persino Rodman ci provava qualche volta...Fa invece piacere che Davide Alviti chiuda con una doppia doppia, sta rimediando con grande dignità anche all’emergenza dell’assenza di Henry e chissà che le statistiche stamani non saltino all’occhio del ct Sacchetti. Vince Milano con un grande Delay, come era già scritto. L’Allianz ha lottato. —


 

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