L’Unione partita ad handicap torna in campo con il Monza

Vincenzo Sarno è il punto di riferimento della manovra offensiva dell’Unione

Lo scivolone del Rocco è figlio di un approccio sbagliato a un avversario ruvido Panchina corta e in Coppa Italia (Raisport 20.45) ci sarà solo un mini turnover 

TRIESTE Neanche il tempo per riflettere sull’inaspettato scivolone e l’Unione torna in campo in Coppa Italia. Oggi contro il Monza (diretta su Raisport alle 20.45) è una vetrina di prestigio contro la squadra che in B ha un budget milionario affidato da Berlusconi a Adriano Galliani. Forse sarà una vetrina anche per la bomba di mercato Boateng, mentre Gautieri farà ricorso a un mini-urnover che poi di questi tempi significa poter invertire o poco più le staffette attuate domenica contro il Matelica. I tanti infortuni gravi e un mercato ancora da concludere mettono a disposizione del tecnico alabardato 17-18 giocatori e qualche giovane di belle speranze.

Quella dell’organico è una questione che certamente ha un peso ma non giustifica la falsa partenza al Rocco contro una neopromossa.


È vero che Milanese in quest’ultima settimana si muoverà per portare a casa un centrocampista di spessore, un terzino sinistro (che magari possa fare anche il quarto centrale) e, se ci sarà l’occasione, forse una punta ma il deficit emerso nella prima di campionato ha altre radici.

La squadra è sembrata, soprattutto nella prima fase della gara, in grande difficoltà di fronte al dinamismo degli avversari. C’è da dire che i team che si preparano per dare il massimo da febbraio in poi come l’Unione possono andare in sofferenza in avvio di stagione contro squadre meno titolati. Basti osservare l’andamento dei match di Padova e Perugia nella prima giornata.

Però l’atteggiamento poco reattivo della Triestina è stato fatale. Non è facile sviluppare il gioco contro formazioni pronte alla battaglia. E l’Unione, Rizzo e Giorico a parte, non sembra avere al momento i giocatori per vincere un match sull’agonismo. E allora serve il pressing alto, la squadra corta e il ritmo per irretire da subito l’avversario. E la conseguenza dell’atteggiamento deve essere corredata da almeno una rete nella prima parte della gara. Se l’avversario che non ha niente da perdere prende coraggio son dolori. E siccome tre quarti delle squadre di C la buttano su agonismo e corsa Gautieri deve correre ai ripari.

Quando i marchigiani hanno abbassato un po’ l’intensità anche per una crescita dell’Unione sono arrivate buone occasioni non sfruttate (anche per la bravura del portiere). E questa è una consuetudine che si è ripetuta anche nelle amichevoli viste al Rocco. I tifosi sostengono che manca una punta di peso. Gomez non è un superbomber ma ha i numeri se servito con continuità. Questo è un aspetto che è mancato alla Triestina. Le sovrapposizioni dei terzini sono state rarissime (anche perché Struna a sinistra fa fatica a proporsi e Rapisarda non sembra al top) e l’insistenza, almeno del primo tempo, a servire troppo Sarno ha indotto il Matelica a raddoppiare costantemente sull’esterno. È fondamentale che sia l’ex Catania che Di Massimo sull’altro lato saltino l’uomo con maggior frequenza per creare superiorità numerica. Sono situazioni aggiustabili nelle prossime settimane di lavoro di Gautieri. Forse è meglio che gli incidenti di percorso arrivino subito.

Un paio di ulteriori innesti saranno preziosi per un cammino ambizioso. Ma contro squadre come il Matelica l’organico attuale deve essere sufficiente per vincere. Specie se l’Unione vuole restare in alto. —
 

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