Triestina, che stecca: il piccolo Matelica si fa grande al Rocco

La freschezza della neopromossa ingabbia gli alabardati sorpresi dalla rete di De Santis al 12’. Tante palle-gol dei padroni di casa non capitalizzate 

TRIESTE Il Matelica realizza il suo sogno: vincere nel monumentale Rocco alla prima partita da professionisti. L’Unione, che ha il sogno di competere per la B, subisce un brusco risveglio scandito dai fischi di quel manipolo di triestini ammessi allo stadio. Non è un bell’inizio di stagione e nefasto è stato l’avvio di partita.

LA FRESCHEZZA Perché i marchigiani con la freschezza di chi è giovane e viene dalla D, con un pressing organizzato ha messo a nudo l’approccio blando degli uomini di Gautieri. Blanda come la copertura della difesa sul secondo palo che ha concesso alla punizione di Volpicelli di trovare il destro decisivo di De Santis già al 12’. Con un avvio così è evidente che tutto è diventato più complicato. Ma la Triestina deve recitare il mea culpa. I palloni in mezzo al campo sono stati nella prima mezz’ora quasi tutti degli ospiti capaci anche di creare sempre superiorità nel ripartire.


UNIONE INVOLUTA Lodi è stato costretto a un’imprecisione sconosciuta per il suo educato sinistro. Ma quel che deve far riflettere è che l’esordio al Rocco ha cancellato quelle trame di gioco che sembravano essere entrate nel dna dell’Unione forgiata da Gautieri. A dir il vero per un quarto d’ora della prima frazione gli alabardati hanno costruito tre palle gol dopo aver tremato sul rigore gettato sulla traversa da Leonetti alla mezz’ora ma il pari non è arrivato. E la ripresa? Il tecnico dal 10’ ha scelto la rivoluzione con un 4-4-2 a trazione anteriore che ha messo prima Petrella e poi Gomez e Rizzo in condizione di siglare il pareggio ma che non ha sortito la pressione auspicata. Le partenze, specie quando sulla carta si ha tutto da perdere, sono spesso sorprendenti (Padova docet). Ma una squadra che ha come obiettivo quello di restare al vertice del campionato in un modo o nell’altro deve venirne fuori e la Triestina ieri non nè è stata capace.

DOCCIA FREDDA Nello schieramento iniziale Gautieri sceglie di far giocare Tartaglia al centro e non Ligi e Giorico a centrocampo al posto di Maracchi. Il piglio degli alabardati non è quello che tutti si aspettano contro degli avversari ruvidi di piedi ma reattivi di gamba. Da un calcio piazzato nasce la rete che poi sarà decisiva con capitan De Santis in disturbato sul palo più lontano e bravo comunque a incrociare. La reazione è timida (solo una recriminazione per un presunto mani in area) anche perché la manovra d’attacco è tutta sulle spalle di Sarno (a destra) mentre Di Massimo a sinistra gode di ampi spazi ma comincia a essere servito dopo un 25’. Al 30’ Lodi compie un intervento ingenuo su Moretti ma dal dischetto Leonetti colpisce la parte interna della traversa.

LA REAZIONE Nel finale di frazione finalmente gli alabardati creano occasioni: prima con Tartaglia di testa (parato), poi con Sarno che dribbla tutti ma in extremis trova la deviazione di De Santis e poi con Di Massimo su spunto di Struna.

Nella ripresa subito Petrella per Di Massimo e poi Granoche e Ligi per Giorico e Struna. In mezzo al campo restano solo Lodi e Rizzo con due esterni e davanti due punte.

CHANCE SPRECATE La bella azione tra Sarno e Granoche consente a Petrella di battere a colpo sicuro ma De Santis ci mette ancora il piede. Poi al 23’ gran lavoro di Gomez in area e palla per Rizzo la cui conclusione va fuori di poco. Finisce 1-0 e non è il caso di fasciarsi la testa. Però la Triestina deve imparare la lezione. Per crescere. —
 

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