Science in the City: ponte tra ricercatori, artisti e pubblico

Partito il 5 luglio, il Festival propone 26 mostre e 180 eventi tra spettacoli, degustazioni e visite guidate



E’ uno dei più grandi festival della scienza in Europa, concepito come un ponte tra l’EuroScience Open Forum e la cittadinanza. Partito lo scorso 5 luglio, il Science in the City Festival propone in cartellone 26 mostre e circa 180 tra spettacoli, visite guidate, degustazioni, conferenze e incontri, ospitati a Trieste e in regione, la maggior parte dei quali visionabili anche in streaming. Con il titolo “Collisioni” il festival punta a favorire lo scambio creativo e il dialogo tra ricercatori e cittadini, ma anche artisti, poeti, insegnanti, mondo economico e politico. «Sono stati centinaia i soggetti, tra associazioni, istituti scientifici e universitari, teatri e compagnie teatrali, artisti e professionisti, centri culturali, che hanno voluto prendere parte all’iniziativa: una partecipazione oltre ogni aspettativa, viste anche le difficoltà create dalla pandemia», evidenzia Paola Rodari, Programme Manager del festival.


La manifestazione proseguirà nelle giornate di Esof2020 e successivamente con un caleidoscopio di iniziative, che si possono rintracciare integralmente nel sito https://scienceinthecity2020.eu, insieme a tutte le informazioni necessarie per parteciparvi (nella maggior parte dei casi per il rispetto della normativa anti Covid-19 è necessaria la prenotazione). Tra i temi da sempre più rilevanti per il pubblico, e in questo momento in particolare, vi è quello della salute: disabilità, invecchiamento, salute mentale, neuroscienze e tecnologia medica sono al centro di numerosi eventi del festival. Mercoledì 2 settembre, per esempio, dalle 18.30 nell’auditorium del Museo Revoltella si discuterà di “Nanotecnologie e nanoelettronica per curare il cervello”: in un futuro non troppo lontano ci saranno tecnologie che permetteranno di curare alcune patologie cerebrali. Un tema analogo sarà trattato nell’incontro “La disabilità oggi: tecnologie e altri supporti”, in programma il 4 settembre alle 15.30 all’Istituto Regionale Rittmeyer per i Ciechi e che si focalizzerà sulle nuove tecnologie che possono aiutare nella vita quotidiana le persone ipovedenti. Si parlerà invece di progettazione di case “sensibili”, in cui un’adeguata architettura d’interni e l’integrazione di sensori intelligenti favoriscano la vita autonoma delle persone con disturbi dello spettro autistico, nell’incontro a più voci, intervallato da interventi sonori, “Spazi dell’(iper)sensibile” (6 settembre alle 16 in Stazione Rogers).

Oltre alle classiche conferenze ci sarà spazio anche per iniziative particolari, come la cena scientifica “Adriaquanet - Tecnopesce nel tuo piatto”, dedicata alle innovazioni nel campo dell’allevamento ittico, curata dall’Università di Trieste e in agenda mercoledì 2 settembre alle 20 presso “La bottega di Trimalcione”. O la degustazione scientifica “Il Mare nel Piatto – Alla scoperta della catena trofica”, a cura di Ogs (4 settembre alle 20, all’Antico Caffè San Marco).

Non mancheranno le visite guidate, sia di carattere storico-architettonico, che d’impronta scientifica. A questo proposito ricordiamo le visite guidate alla storica dimora ottocentesca di Palazzo Economo (3 settembre a partire dalle 18.30), al Teatro Romano (4 settembre alle 18), e alla Grotta Gigante (4 settembre alle 10), per scoprire come si fa scienza all’interno di questa impressionante cavità ipogea.

Moltissimi saranno anche gli spettacoli e i concerti proposti dal Science in the City Festival in questi giorni. Il Politeama Rossetti ospiterà, venerdì 4 settembre alle 21, la pièce scritta e diretta da Marcela Serli “Le eccellenti”. Promossa dai Cug dell’Università di Trieste e della Sissa e interpretata da attrici e ricercatrici, è una riflessione sul talento delle donne e sulla loro esclusione dalla sfera sociale, scientifica, politica ed economica: allo spettacolo presenzierà anche la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti. Il Civico Museo Sartorio sarà invece la cornice di “Teatri Sonori / Caos”, due giorni di “teatro della contaminazione” con concerti, installazioni interattive, performance e dibattiti per riflettere sull'uso delle tecnologie digitali (4-5 settembre, dalle 18 alle 23). Sempre il 4 settembre alle 17, nella Sala Piccola Fenice, sarà proposto invece lo spettacolo-conferenza “Gemini: dal museo al palcoscenico con le tecnologie di produzione digitale”. Il progetto ricrea i suoni di strumenti musicali antichi per mezzo di tecnologie di manifattura digitale, come tomografia computerizzata e stampa 3D: la realizzazione di queste “copie acustiche” di strumenti antichi richiede la collaborazione con gli esecutori, sia per la messa a punto finale degli strumenti, sia per la riscoperta delle peculiarità espressive di ciascuno di essi.

Infine domenica 6 settembre alle 20 al Teatrino Franca e Franco Basaglia sarà proposto l’evento finale del progetto “L’ABC della scienza”: il docu-spettacolo dal titolo “Il Dottor Semmelweis”. La performance, curata da Fulvio Falzarano e Tullia Alborghetti, con il testo di Angela Pianca e liberamente ispirata all’omonimo testo di Céline, vedrà in scena gli studenti del terzo anno del Cut di Trieste. Racconterà la storia del medico ungherese che intuì l’importanza di disinfettarsi le mani, salvando così dalla febbre puerperale migliaia di giovani donne di tutto il mondo. Osteggiato e deriso dall’alta società medica dell’epoca, il medico finì i propri giorni in un manicomio nei pressi di Vienna: dopo quasi due secoli la sua intuizione è diventata una raccomandazione quotidiana e una delle azioni che svolgiamo più spesso. —





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