Di Capua: «Vaccino a primavera Ma non ce ne sarà subito per tutti»



Alla cerimonia d’apertura di Esof 2020 che confermerà definitivamente il ruolo di Trieste capitale europea della scienza, porterà il suo contributo la scienziata Ilaria Capua, trent’anni a studiare i virus e nel 2006 la sua decisione di rendere di dominio pubblico la sequenza genica del virus dell'aviaria ha dato il via allo sviluppo della cosiddetta "scienza open-source" promuovendo una campagna internazionale a favore del libero accesso ai dati sulle sequenze genetiche dei virus influenzali. «Il virus è ancora qui e ci rimarrà a lungo: l’aumento dei contagi c’è, ma non c’è un aumento significativo dei ricoveri in terapia intensiva». A pochi giorni dalla riapertura delle scuole la scienziata dichiara: “Dobbiamo aspettarci che il virus circolerà e nella grande maggioranza dei casi sarà asintomatico. «Il vaccino non arriverà fino alla primavera 2021 e anche allora non so se ce ne sarà per tutti».


Qual è la fotografia dell’adesso dal punto di vista della pandemia?

Il virus è ancora qui e ci rimarrà a lungo. Qualunque proiezione che indichi la sua scomparsa è assolutamente illusoria e fuorviante. Con l’estate vi è una circolazione meno attiva del virus: ma l’aumento dei contagi c’è. La buona notizia è che non c’è un aumento significativo dei ricoveri in terapia intensiva.

Perché il virus adesso circola soprattutto fra i giovani?

La circolazione attiva che adesso si vede è soprattutto nei giovani adulti e raramente su di loro il virus provoca forma clinica. Siamo riusciti ad ottenere un obiettivo importante: sensibilizzare le persone più fragili alla loro fragilità e questo secondo me fa sì che il numero di ricoveri e di casi sia in significativa diminuzione. Il fatto che il virus circoli fra i giovani potrebbe anche essere legato al fatto che ora lo si cerca in quelle popolazioni mentre prima il virus era cercato solo nelle popolazioni a rischio.

Tra pochi giorni in Italia riapriranno le scuole..

Oggi sappiamo che i casi di malattia nei bambini sono veramente pochi e quasi esclusivamente in bambini che hanno altre patologie. Dobbiamo aspettarci che il virus circolerà e nella grande maggioranza dei casi sarà asintomatico. Ci vuole un passaggio di organizzazione familiare importante perché l’Italia, si sa, è un paese che si appoggia sui nonni che fanno parte della popolazione più a rischio.

La pandemia non viene dal nulla…

Lo hanno detto in tanti che il rischio pandemico esisteva, anche Bill Gates, eppure possiamo dire all’unisono che nessun Paese era preparato e che un’altra pandemia come questa non ce la possiamo permettere.

E gli scienziati lo sapevano…

La comunità di scienziati non è riuscita a prepararsi e a gestire il problema più grosso che abbiamo avuto negli ultimi cent’anni, questa è una cosa grave: la ricerca e la scienza si devono interrogare.

Quando sarà pronto il vaccino?

Sono convinta che più di uno tra quelli in produzione avrà le caratteristiche per andare sul mercato ma non credo ci sarà fino alla primavera del 2021 e anche allora non so se ce ne sarà per tutti. Si potrebbe intanto usare il vaccino per le categorie più a rischio ad esempio gli operatori sanitari e le persone più fragili.

E quello antinfluenzale quest’anno lo consiglia?

Assolutamente sì, io lo faccio ogni anno. Oggi si parla del coronavirus che può lasciare dei segni duraturi del suo passaggio e lo stesso vale anche per l’influenza.

Come sarà “il dopo” che è anche il titolo del suo ultimo libro?

Questa pandemia è un fenomeno epocale che porta con sé molta energia distruttrice ma anche energia generativa e vorrei credere che tutta questa devastazione almeno serva a portarci in un posto migliore, sotto tanti punti di vista, saremo forse in grado di mettere al centro la salute, non solo quella dell’uomo ma di tutto il sistema —

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