Doyle, ultimo acquisto della famiglia Allianz Trieste: «L’alchimia del gruppo è già sorprendente»

La guardia originaria di Chicago è alla sua prima esperienza in Italia Decisiva la volontà di portarlo in città da parte di coach Dalmasson 

TRIESTE È stato l’ultimo ad arrivare nella grande famiglia dell’Allianz. A caccia di un leader in grado di assumersi responsabilità nel corso della partita, Trieste ha lavorato a lungo sul mercato convinta di dover scegliere il giocatore giusto per elevare la qualità del roster. La voglia di stupire, di cancellare le difficoltà dell’ultima stagione e di affrontare il prossimo campionato con rinnovate ambizioni passeranno dall’apporto che Milton Doyle riuscirà a garantire alla sua nuova squadra. Arrivato a Ferragosto ed espletate le pratiche sanitarie, la guardia originaria di Chicago si è messa a disposizione del gruppo lavorando sodo per mettersi in pari con i compagni. Da di sè l’immagine di un duro che sorride poco, nella realtà, dice chi in questi giorni lo ha conosciuto, è molto disponibile al dialogo e sa scherzare con i compagni.

Allora Doyle, come mai ha scelto Trieste e cosa si aspetta da questa esperienza italiana?


A convincermi a venire a Trieste è stato direttamente il coach. Ho parlato con lui e il suo progetto mi ha fatto fare questa scelta: mi ha fatto capire che una stagione in Italia, giocando da protagonista, avrebbe fatto bene alla mia crescita.

Ha ripreso ad allenarsi dopo un lungo periodo di inattività. Come si sente fisicamente dopo questo primo periodo di preparazione?

Devo dire che il fatto di non essermi mai realmente fermato è stato importante per mantenere un buon livello di preparazione. Dopo qualche giorno di lavoro le gambe stanno bene, sto riprendendo il ritmo partita. Le aspettative di tutta la squadra sono alte, anche perché abbiamo già tutti molta fiducia gli uni negli altri, la chimica che si sta creando è forte.

Ha trovato differenze tra il lavoro tecnico e atletico negli Stati Uniti e quello in Italia?

Il basket è basket, ovunque tu vada. Per fare risultati devi lavorare. Qui non è molto diverso rispetto agli States. Gli allenamenti sono leggermente più lunghi forse e (sorride, ndr) di positivo c’è che comincio già a capire qualcosa di italiano.

Quali sono le sue prime impressioni sulla squadra? Pensa che Trieste possa davvero essere ambiziosa?

Siamo un gruppo, nessuno si tira indietro, c’è grande voglia di lavorare, di crescere e migliorare. Mi ha colpito questo aspetto e il fatto che vedo tanto talento in tutti i miei compagni. Non è una cosa da sottovalutare, sono molto fiducioso e sono sicuro che faremo molto bene in questa stagione.

Come si vive nel gruppo e quali sono le sue prime impressioni sui compagni di squadra?

Nel gruppo si vive bene. Ripeto si sta creando una chimica particolare e questo non è mai scontato. Credo che il fatto di stare bene tra noi possa essere un valore aggiunto da portare sul parquet quando giochiamo.

Dopo mesi di inattività, finalmente si torna in campo. L’amichevole infrasettimanale contro Capodistria è stata un gustoso antipasto, domenica primo impegno ufficiale di supercoppa contro Trento. Che partita dobbiamo aspettarci?

Domenica mi aspetto sicuramente una partita dura e mi aspetto una Trieste che sia in grado di giocare con la stessa durezza e che sia in grado di mettere in campo la stessa sintonia che stiamo mostrando in allenamento tra di noi e con i coach. Sarà una stagione lunga e ci saranno alti e bassi. Speriamo (sorride ancora, ndr) molti più alti.

In vista della prima sfida stagionale e nella speranza di riuscire a vedere un po’ di pubblico sugli spalti vuole dire qualcosa ai tifosi?

Innanzitutto li voglio ringraziare per l’accoglienza che in questi primi giorni a Trieste mi hanno riservato. Poi devo dire che spero di poterli vedere presto in palazzetto. Mi hanno raccontato del clima speciale che si respira al palazzo, dell’apporto che i nostri tifosi garantiscono alla squadra ogni domenica. Qualcosa ho visto ma, devo dirlo, spero di sentire il tifo del nostro pubblico dal vivo al più presto. —


 

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