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Anche Upson all’Allianz Dome: «Voglio vincere per Trieste»

Primo allenamento per il centro biancorosso reduce dai 15 giorni di quarantena: «Mi sono tenuto in forma ma l’idea di tornare in campo mi rende impaziente»

Lorenzo Gatto
1 minuto di lettura

TRIESTE Il primo allenamento all'Allianz Dome non si scorda mai, se arriva dopo due interminabili settimane di quarantena, a maggior ragione.

È iniziata ieri pomeriggio l'avventura di DeVonte Upson con la maglia della Pallacanestro Trieste, poco meno di due ore nelle quali società, staff tecnico e compagni di squadra hanno dato il benvenuto al centro della Georgia. Prima, scortato dal fido Sergio Dalla Costa, le visite mediche che in mattinata a Pineta del Carso gli hanno dato il via libera per cominciare ad allenarsi.



«Mi è sembrato un ragazzo entusiasta, con la faccia giusta e la curiosità e la voglia di scoprire le cose che gli stanno attorno - racconta il team manager biancorosso - Scendendo da Contovello, nel mio inglese mprovvisato, gli ho detto "guarda il panorama". Mi ha fatto piacere perchè ha preso il telefonino e ha filmato le immagini della città. Mi ha fatto un'ottima impressione, adesso aspetto di vederlo sul campo».

E Upson, la sua voglia di cominciare questa sua esperienza in biancorosso, è riuscito finalmente a sfogarla sul campo.

«Le due settimane in quarantena sono state davvero lunghe - racconta - nel complesso, però, le cose sono andate bene. Sono riuscito a tenermi in forma nella palestra dell'hotel, ci andavo praticamente tutti i giorni anche più volte al giorno e questo mi permette adesso di farmi trovare pronto per inserirmi nel gruppo. È difficile spiegare a parole quanto mi manca il campo. Non ricordo nemmeno da quanto tempo non gioco una partita vera, credo fosse l'inizio di maggio quando il Covid ha iniziato a diffondersi anche negli States. Tornare in campo e sfidarmi in un cinque contro cinque è la cosa che in questo momento mi rende più impaziente».

Per quanto riguarda la stagione, Upson non vuole parlare di obiettivi personali. «Non me la sento - conferma - il mio desiderio è diventare un buon compagno di squadra dentro e fuori il campo. Vorrei sorprendere le persone che non mi conoscono ancora e ovviamente voglio vincere, per la squadra e per questa meravigliosa città che sto cominciando a conoscere. Ieri ho sostenuto le visite mediche e ho ripreso ad allenarmi, si tratta di un piccolo passo verso la normalità che, spero, ci possa portare tra qualche mese a giocare davanti al nostro pubblico. Giocare senza i tifosi è sicuramente diverso, più difficile, ma noi faremo il nostro lavoro in qualunque circostanza sapendo che loro saranno comunque al nostro fianco». —


 

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