Milanese: pubblico allo stadio o possiamo anche scioperare

La Triestina assieme a molti altri club in pressing sulla Lega per sensibilizzare il governo: «Un’apertura del 30% è controllabile e mette in moto gli sponsor»

TRIESTE Con la serie C in archivio, la A quasi e la B che deve consumare la sua coda con playoff e playout il tema sul come cominciare la prossima stagione balza in testa all’agenda. Forse non ancora per il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ma per i club coinvolti la questione protocolli e soprattutto l’apertura al pubblico diventano elementi decisivi per un minimo di pianificazione.

Anzi per la terza serie l’ingresso del pubblico negli stadi, seppur parziale e ben controllato, diventa decisivo.


E la Triestina con il suo amministratore unico Mauro Milanese è una delle società che sta scandendo il pressing sulla Lega Pro. Ieri, sulla chat condivisa anche dal numero uno della Lega Francesco Ghirelli, Milanese ha espresso la sua opinione sottoscritta da molte società. «Ho chiesto che è necessario muoversi subito chiedendo un’apertura al pubblico del 50% magari per ottenere un 30% - è il pensiero di Milanese -. Credo sia nell’interesse di tutti perché senza pubblico e di conseguenza senza sponsor non si può sostenere una stagione di serie C». C’è un problema economico ma anche di appeal e rispetto dei tifosi (che infatti si stanno mobilitando) posto che anche l’offerta televisiva della C è molto limitata rispetto a quella delle due categorie superiori. «Sempre nel rispetto delle tutele sanitarie l’obiettivo da raggiungere in una prima fase è quello di garantire almeno l’ingresso agli abbonati. Perché a porte chiuse nessuno sponsor è comprensibilmente disposto a investire. Dobbiamo programmare le entrate della prossima stagione sportiva. Il percorso può essere graduale e siamo in grado di applicare le normative purché dettate dal buon senso. Al di là del distanziamento già previsto, decida il Comitato tecnico scientifico se servono le mascherine, gli ingressi si possono scaglionare attraverso i tornelli dove si può misurare la temperatura a ciascun spettatore».

In effetti il via libera agli spettacoli, pur con pubblico limitato, c’è già su tutto il territorio nazionale e anche alcuni presidenti di Regione, tra i quali Massimiliano Fedriga, stanno dando il via libera nel caso di manifestazioni sportive riservate ai dilettanti.

Entrando nel merito dello stadio Rocco la Triestina con un potenziale di 7 mila posti si troverebbe di fronte a una stagione quasi normale anche se condizionata dall’evoluzione della pandemia.

E così sarebbe anche per le altre grandi piazze al pari di quelle più piccole i cui impianti da 2.500-3.000 posti difficilmente arrivano alle mille presenze. «Per me il buonsenso dovrebbe prevalere perché il calcio non è poi così diverso dalle altre attività. Anzi è la terzo comparto economico del Paese. Dobbiamo prendere una posizione unitaria e farci sentire a costo di mettere in preventivo anche la possibilità di uno sciopero».

Parole forti anche per provocare una scossa quelle di Milanese che sollecita gli altri presidenti a chiedere al presidente Ghirelli di inviare «a chi di dovere» un documento ufficiale sulla scia di quanto fatto in questi giorni dalla Lega Nazionale Dilettanti. Insomma la partita, prima di tornare in campo, è di quelle importanti come e più di una finale. Una partita che si giocherà convivendo con il coronavirus.

Perché se chiudere una stagione fermata a due terzi dal Covid era doveroso e le società hanno dimostrato capacità e disponibilità, cominciarne una nuova al buio sarebbe pericolosissimo per la tenuta di un sistema C finanziariamente poco solido. —


 

Video del giorno

Incidente minibus a Capri, il momento in cui il bus precipita ripreso dalle telecamere di sorveglianza

Cotolette di ceci con maionese all'erba cipollina

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi