Triestina, la rabbia dei tifosi: «Stufi di subire torti arbitrali»

Marassi (Cctc): «L’anno scorso il penalty con il Pisa, ora quello su Procaccio... Ci auguriamo che Biasin, scoraggiato, non molli. Gautieri? Speriamo resti»

TRIESTE La delusione e la rabbia dopo la sconfitta di Potenza che ha decretato l’uscita dai play-off della Triestina, non sono ovviamente un’esclusiva della società. Anche i tifosi fanno valere i loro rimpianti e soprattutto le loro recriminazioni.

Se ne fa portavoce Sergio Marassi, presidente del Centro coordinamento dei Triestina Club: «C’è tanta amarezza perché alla fine, sembra incredibile, ma per la Triestina c’è sempre qualcosa che va storto. L’anno scorso siamo stati derubati col Pisa con un rigore non dato, però va detto che la prestazione non era stata delle migliori. Stavolta invece eravamo nettamente superiori al Potenza, abbiamo giocato meglio, li abbiamo messi alle corde, abbiamo preso due traverse, ma anche stavolta c’è un rigore netto non assegnato a mandarci fuori. Soprattutto dopo tutti i penalty che vediamo assegnati quest’anno, è incredibile come non sia stato dato quello su Procaccio».


La meccanica, secondo Marassi, sembra infatti nitida: «L’alabardato non è cascato solo perché ha sentito una mano sulla schiena, si vede chiaramente che il giocatore del Potenza fa un movimento pieno con entrambe le mani, le distende pure». Il presidente del Centro di coordinamento non limita le sue osservazioni agli ultimi due anni, ma anche a molti episodi del passato dell’Unione: «I torti sono sparsi in tutta la nostra storia, sono casi emblematici che non riguardano solamente gli episodi sul campo e lasciano perplessi. Pensiamo al calcioscommesse di metà anni Ottanta: solamente la Triestina è stata penalizzata per tre anni consecutivi. Prima ci hanno tolto un punto per non fare lo spareggio con l’Empoli, poi nelle altre due stagioni altri punti di penalizzazione per fare due campionati ad handicap».

Il grande timore di Marassi, adesso, è che a causa di tutte queste delusioni immeritate, i vertici societari inizino a stufarsi: «A me dispiace veramente tanto per la società, anche le spese di questo viaggio in Basilicata dimostrano la serietà di volerci tentare fino all’ultimo. Poi vedere però queste cose fa male, e allora ho paura che Biasin si stufi: vive dall’altra parte del mondo, dove vigono altre regole e c’è un’altra mentalità. Vedendo le cose che succedono qua, potrebbe anche chiedersi del perché buttare via i soldi così. Il calcio è pieno di problemi, ci sono tante realtà in difficoltà, e poi si punisce una società che sta facendo tanti sforzi con una proprietà sana che investe? Probabilmente avremmo perso nei turni successivi, l’impresa era dura, ma intanto ci andava dato quello che era dovuto».

Da questa delusione, però, Marassi esce anche con una certezza: quella di una squadra di valore con un tecnico che la sa far rendere al meglio: «Le trasferte fatte ai play-off, sono state le più belle dell’anno. La Triestina non aveva mai giocato così fuori casa. La squadra stava crescendo, su questo gruppo si può costruire e non servono tante cose, solo quei due o tre tasselli giusti per rinforzarsi. Quanto a Gautieri, ha fatto molto bene ed è una bella persona: ha lavorato bene sul gruppo e ha tirato fuori tutto dai giocatori, quando è stato necessario è stato anche spregiudicato. Inoltre qui si trova bene, gli piace la città e sarebbe contento di restare: non vedo perché non si dovrebbe dargli la possibilità di allenare l’Unione anche il prossimo anno». —


 

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