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Triestina bella ma ancora penalizzata. Dai play-off buone basi per il futuro

Evidente errore arbitrale sul fallo da rigore. Squadra di Gautieri con personalità in un ambiente ostile

TRIESTE Tutti erano consapevoli che vincere cinque sfide in trasferta sarebbe stata un’impresa possibile ma poco probabile. L’uscita dai play-off al terzo turno dunque non è una dolorosa sorpresa né il fatto può costituire una pesante eredità come la sconfitta di un anno fa con il Pisa. Più che rimpianto e rammarico la partita del Viviani lascia l’amaro in bocca. In primo luogo perché nello sport chi merita di più dovrebbe vincere. Ma non succede sempre, anzi. «Stavolta ci è andata veramente bene, perché gli alabardati ci hanno messo davvero paura» è stato il commento all’unisono della stampa lucana che quanto a tifo “caliente” per la sua squadra si difende bene. Al Meridione succede così. E succede anche, come è successo, che in tribuna nonostante le restrizioni Covid si siedano diverse decine di persone non addette ai lavori ma pronte a mettere pressione sugli avversari e magari sulla direzione di gara. In questo ambiente pur anestetizzato dalle porte chiuse l’Unione è stata capace di giocare con personalità. La Triestina vista giovedì sera ha chiuso per mezz’ora nella ripresa l’arcigno Potenza davanti alla sua porta e il gol di Carlos França in chiusura è stato tanto bello quanto superfluo nell’economia della sfida. I ragazzi di Gautieri, partiti per la verità un po’ contratti e con la scelta di far giocare un Maracchi a mezzo servizio, sono cresciuti di minuto in minuto e solo le parate di Ioime, due traverse e l’arbitro Vigile che non ha voluto vedere una spinta in area su Procaccio davanti ai suoi occhi, hanno consentito al Potenza di passare il turno e di incrociare lunedì la Reggiana. Ma così va il calcio, soprattutto quello italiano, e l’Unione in questi anni è stata penalizzata (con il Pisa, spesso al Rocco, a dicembre a Carpi). E talvolta chi ci investe sopra tanto denaro è legittimo che sia assalito da qualche dubbio. Dubbi che invece non sembrano turbare i tifosi alabardati che a distanza hanno applaudito giustamente la voglia e il carattere dei loro beniamini. La certezza arrivata da queste due sfide play-off è che questo gruppo con Gautieri può avere un futuro. Tanti potrebbero dire che sembrava così anche dopo la finale con il Pisa. E invece quelle scorie hanno pesato sulla prima fase di questa stagione. Ma ora il discorso è diverso. Perché il rammarico del gruppo-squadra non dimora nel risultato dei play-off anomali (in quelli normali con il Potenza si sarebbe giocata una gara anche al Rocco) ma semmai nell’interruzione di una stagione nella quale la Triestina 2020, con gli inserimenti fatti da Milanese a gennaio, stava appena dando il meglio di sé cercando di recuperare la zavorra del girone d’andata. Questo è uno stimolo non da poco in vista della stagione che partirà a settembre. La società, cui va dato merito di aver fatto uno sforzo notevole per non lasciare nulla di intentato nella coda di questo campionato, sa che può contare su una squadra già ben instradata dal lavoro di Gautieri. Milanese dovrà fare i conti con gli effetti dell’epidemia anche sulla prossima stagione (al momento senza pubblico e con gli sponsor in recessione). E’ un problema che riguarda tutti e dovrebbe riguardare prima di tutti i vertici del calcio per ora non attentissimi. Ma se, come finora è sempre avvenuto nella gestione Milanese-Biasin, l’obiettivo sarà quello di aumentare di un altro step la competitività oggi ci sono i presupposti per un programma ambizioso. Se così sarà i play-off, andati in archivio in Basilicata, non saranno stati inutili. —


 

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