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Offredi: «Südtirol forte e organizzato Noi possiamo fare gol, anche al 90’»

Il portiere della Triestina Daniel Offredi ha giocato una stagione e mezza a Bolzano

Il portiere ex di turno dà la carica alla Triestina: «La squadra ha fiducia anche se sappiamo che è dura»

TRIESTE A Bressanone, la Triestina contro il Sudtirol dovrà per forza fare gol e vincere, ma sarà altrettanto importante non subire reti, altrimenti la situazione si complicherà ulteriormente.

E a difendere la porta alabardata ci sarà quel Daniel Offredi che proprio con la squadra altoatesina ha giocato una stagione e mezza, prima di trasferirsi all’Unione nel gennaio 2019.


Offredi, quali sono le armi più temibili del Sudtirol?

«A questo punto della stagione affrontare Sudtirol o Feralpi non cambia poi molto. Però sicuramente durante il campionato la squadra altoatesina ha dimostrato il suo valore e la sua forza: è una squadra che prende pochi gol e gioca molto sulle ripartenze. A gennaio ha fatto anche buoni acquisti, insomma è una squadra tosta da affrontare se ha a disposizione due risultati su tre».

È anche una società che lei conosce bene: quali i suoi pregi?

«È un club da prendere ad esempio, dalla mentalità tipicamente tedesca, che riesce a creare le condizioni per far rendere al meglio giocatori e staff. Ha anche un grande centro sportivo, dove perfino la Germania è andata in ritiro prima dei Mondiali, una struttura importante non solo per questa categoria, ma anche per quelle superiori».

Questa Triestina, però, ha davvero i mezzi per farcela?

«Secondo me sì, soprattutto con gli innesti di gennaio siamo migliorati tanto. Però abbiamo visto in campionato come si faccia fatica ad affrontare anche le ultime in classifica se le squadre si chiudono. Per cui sappiamo che sarà tutt’altro che semplice».

Quale può essere l’atteggiamento giusto della squadra?

«Non dobbiamo giocarci subito il tutto per tutto per sbloccarla, la partita dura 90 minuti e si può far gol anche nel finale. Bisogna giocare con attenzione, senza farsi prendere dalla frenesia se non arriva subito la rete, senza perdersi d’animo se il ritmo non è subito alto. E senza sbilanciarsi per evitare i contropiedi, perché loro aspettano solo quello. E se prendi gol allora si che diventa davvero molto dura».

Che atmosfera ha percepito nella squadra?

«C’è fiducia, anche se sappiamo che è un’impresa arrivare in fondo dovendo vincere cinque partite. Ed è vero che se noi non vinciamo siamo fuori, ma credo che le altre squadre tirandola avanti col pareggio con di fronte una squadra come la Triestina, verso fine partita potrebbero anche farsela sotto».

Con lo stesso Sudtirol e con la Triestina lo scorso anno, era entrato nei play-off verso la fine, mentre stavolta è prevista una lunga rincorsa: meglio o peggio?

«Chiaro che è un vantaggio, soprattutto per le seconde, quello di saltare 3 o 4 partite ed entrare più avanti. Ma se vinci arrivando da un filotto di 3-4 vittorie potresti avere grande entusiasmo. Dipende, la volta che col Sudtirol arrivai secondo poi persi in semifinale col Cosenza, che era arrivato quinto».

Per un portiere, quali sono i possibili problemi rispetto a un giocatore di movimento dopo il lungo stop dall’attività?

«Un calciatore ha sempre il pallone tra i piedi, se ritrova la condizione fisica il più è fatto. Per un portiere invece ci sono anche la concentrazione, le distanze e i riflessi da ritrovare: ed è su questo si è lavorato per riattivare tutto quello che avevamo sviluppato durante l’anno». —


 

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